A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Viaggio nelle eccellenze, i Laboratori del Gran Sasso dell’INFN. Parte IV

Viaggio nelle eccellenze, i Laboratori del Gran Sasso dell’INFN. Parte IV

Siamo alla fine del nostro viaggio nel centro di ricerca sotterraneo più grande al mondo, situato sotto il Gran Sasso. Dopo aver esplorato l’infrastruttura sotterranea dove sono collocati gli esperimenti, ci prepariamo, in questa quarta parte, a risalire in superficie. 

Ritorno in superficie

Finita la visita ai Laboratori sotterranei, usciamo dal tunnel per visitare i laboratori esterni, dove si svolge una buona parte dell’attività di ricerca scientifica. È qui che i dati degli esperimenti raccolti sottoterra vengono analizzati.

Ci dirigiamo, così, nella grande aula intitolata a Enrico Fermi: nume tutelare della fisica, insignito del Nobel nel 1938 per aver identificato nuovi elementi e aver scoperto le reazioni nucleari mediante neutroni lenti. In questo grande anfiteatro scientifico assistiamo a una conferenza, rigorosamente in lingua inglese, sull’ultimo esperimento inaugurato al Gran Sasso, CUORE. 

Al termine della sessione si è fatta ora di pranzo. Ci dirigiamo alla mensa, dove conosciamo Ezio Previtali, docente dell’Università di Milano-Bicocca affiliato all’INFN e membro della Commissione Scientifica dei Laboratori del Gran Sasso.

Da lui, scopriamo che le ricerche condotte sotto il Gran Sasso non si limitano alla fisica delle particelle. Attualmente, per esempio, i Laboratori ospitano anche Silenzio Cosmico, un esperimento coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, finalizzato a studiare i meccanismi molecolari alla base della risposta biologica alla radiazione ambientale. Un tema, questo, su cui si sa poco, e che può fruttuosamente essere indagato in condizioni particolari, come quelle presenti in questa infrastruttura sotterranea. 

Ma quali requisiti deve avere un esperimento per poter essere accettato dai Laboratori? 

Eccellenza e conoscenza prima di tutto

La competizione è molto alta. Fondamentali sono la rilevanza scientifica, la fattibilità e il valore della proposta, anche in termini di costi. Il processo di selezione viene condotto valutando, infatti, sia la parte scientifica che quella economica dei progetti presentati dalle diverse collaborazioni.

A fronte dei costi sostenuti per la realizzazione degli esperimenti, è lecito chiedersi quale sia il ritorno economico derivante da ricerche come queste. A chi si domanda quale guadagno si possa ottenere dalla ricerca di base, finalizzata alla pura conoscenza, Previtali risponde citando l’esempio di Faraday, celebre scienziato britannico tra i padri dell’elettromagnetismo. 

Interrogato sul valore pratico delle sue scoperte da William Gladstone, Cancelliere dello Scacchiere – una sorta di Ministro delle Finanze, nell’Inghilterra vittoriana – Faraday rispose “Un giorno, Signore, ci metterete una tassa sopra!”. In effetti, guardando alla storia della scienza, numerosi sono gli esempi di oggetti di uso comune, o tecnologie rivoluzionarie – una tra tutte il World Wide Web – nate a valle della ricerca di base.

Su queste considerazioni finali la nostra visita giunge al termine. 

Quando usciamo, la pioggia mattutina e il freddo hanno lasciato il posto a un’aria tiepida e un mantello irregolare di nubi basse su un cielo azzurro.

Mentre godiamo di questo incantevole spettacolo, incorniciato da un fitto gioco di ombre e luci, il pensiero va alla nostra fonte di energia più preziosa, il Sole, su cui oggi sappiamo di più grazie anche alle ricerche condotte in questi Laboratori nascosti nelle viscere del maestoso Gran Sasso.

Fine

Fonte Redazione ResearchItaly
Data pubblicazione 20/02/2018
Tag Scienze fisiche e ingegneria