A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Viaggio nelle eccellenze, i Laboratori del Gran Sasso dell’INFN. Parte II

Viaggio nelle eccellenze, i Laboratori del Gran Sasso dell’INFN. Parte II

Continua il nostro viaggio nel Centro di ricerca sotterraneo più grande al mondo. Dopo aver familiarizzato con il luogo, in questa seconda parte ci prepariamo a incontrare alcune delle persone che lavorano qui.

 

Giovani ricercatori crescono

Ricerche alla frontiera della conoscenza scientifica come quelle che si conducono nei Laboratori del Gran Sasso sono il frutto di uno sforzo collettivo, a cui contribuiscono ricercatori con storie, età, esperienze diverse. A partire dai giovani, che da qui muovono i primi passi nel mondo della ricerca.

È il caso di Stefano Dell’Oro, che incontriamo. Ci racconta di essersi spostato, dopo la laurea in fisica, da Milano a L’Aquila per svolgere la tesi di dottorato su CUORE, esperimento per il quale ha lavorato al criostato. Un percorso, il suo, decisamente valorizzato da un contesto territoriale che mette al centro la conoscenza, integrando formazione e ricerca

Stefano ha infatti completato la sua formazione presso il Gran Sasso Science Institute, scuola internazionale con sede all’Aquila che offre a studenti italiani e di tutto il mondo la possibilità di svolgere percorsi dottorali di eccellenza nel campo della fisica, della matematica, dell’informatica e delle scienze sociali. 

Dal suo racconto, scopriamo che gli scambi con i Laboratori offrono agli studenti dell’Università dell’Aquila e del GSSI interessanti opportunità per cominciare un’attività di ricerca, che può ben presto assumere una dimensione internazionale. 

Un ambiente di lavoro dinamico

Dal Gran Sasso agli Stati Uniti e viceversa il passo è breve, come mostrano le storie di diverse persone che passano dai Laboratori. Quella di Stefano Dell’Oro, ora impegnato in un post-dottorato presso il VirginiaTech. O quella di Augusto Goretti, ingegnere con un’esperienza trentennale nel campo della ricerca di base. 

Lombardo, come suggerisce l’accento, Augusto ha lavorato per l’Università di Princeton per circa 15 anni, passando però gran parte del tempo al Gran Sasso, dove ha seguito gli impianti di importanti esperimenti qui collocati, e dove attualmente si occupa di infrastrutture. Negli anni, si è stabilito a L’Aquila, complice l’amore. Il momento più difficile, racconta, è stato durante il terremoto del 2009, quando per i danni causati dal sisma, ha dovuto lasciare temporaneamente la sua casa nel capoluogo abruzzese, per spostarsi in provincia di Teramo. 

Nel complesso,dei circa 1.500 scienziati provenienti da 29 diversi paesi che attualmente conducono le loro ricerche al Gran Sasso, solo una minoranza risiede stabilmente in questo territorio. Molti di loro, facendo capo ai diversi enti che partecipano alle collaborazioni scientifiche, passano qui periodi più o meno lunghi, per poi spostarsi altrove. 

I Laboratori del Gran Sasso rappresentano una delle infrastrutture sotterranee di ricerca più quotate al mondo. Merito anche della loro comoda collocazione, facilmente accessibile dalla strada, grazie al tunnel: un vantaggio, questo, che rende agevole il trasporto di persone, mezzi e attrezzature. Inoltre, a differenza di altre strutture di ricerca sotterranee costruite al posto di miniere in disuso o ancora attive, questi Laboratori non necessitano di ascensori per essere raggiunti.

(Continua…)

 

Fonte Redazione ResearchItaly
Data pubblicazione 06/02/2018
Tag Scienze fisiche e ingegneria