A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Viaggio nelle eccellenze, i Laboratori del Gran Sasso dell’INFN. Parte I

Viaggio nelle eccellenze, i Laboratori del Gran Sasso dell’INFN. Parte I

Il nostro viaggio alla scoperta dei Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, di cui si è recentemente festeggiato il trentennale, parte da Roma, in una mattina di pioggia. 

Il percorso lungo l’autostrada Roma-L’Aquila procede spedito, per l’assenza di traffico, intervallato solo dai lavori di manutenzione stradale.

Tra natura e scienza

Man mano che ci avviciniamo ai Laboratori, aumenta la suggestione per questo luogo nel cuore dell’Italia centrale, dove una natura indomabile e grandiosa sembra cooperare in modo segreto con la tecnologia e la scienza più avanzate, frutto del massimo esercizio dell’ingegno umano. 

Prima di visitare i laboratori sotterranei, il cui accesso si trova all’interno del lungo tunnel che attraversa il Gran Sasso, passiamo dai laboratori di superficie, dove ci aspetta la navetta che ci condurrà a destinazione.

La vista sulle vette circostanti, innevate, ci introduce involontariamente alla dimensione del freddo, ricorrente in questo viaggio. Come scopriamo poco dopo, nei laboratori sotterranei, muniti di casco protettivo, alcune delle ricerche qui ospitate sono condotte a temperature bassissime. 

È il caso di CUORE, l’ultimo esperimento inaugurato in ordine di tempo: una grande struttura scientifico-tecnologica dotata di criostato, un sofisticato strumento capace di generare freddo portando l’esperimento a temperature prossime allo zero assoluto. 

Alla frontiera della conoscenza

L’obiettivo di CUORE – e di altri esperimenti che conosceremo durante il viaggio – è comprendere meglio la natura dei neutrini: particelle enigmatiche, prive di carica elettrica, dotate di una massa piccolissima dal valore ancora sconosciuto. 

Catturare oggetti sfuggenti e rari come i neutrini è un’impresa difficilissima, che però qui, sotto mille e quattrocento metri di roccia – al riparo dai raggi cosmici e dalla radiazione ambientale, che ordinariamente interferiscono con l’osservazione di queste particelle – diventa possibile. 

La missione specifica di CUORE è verificare l’ipotesi che il neutrino possa coincidere con la sua antiparticella, avanzata dal celebre fisico italiano Ettore Majorana, misteriosamente scomparso alla fine degli anni ’30 del secolo scorso. Un’eventualità – questa – che, se confermata, potrebbe cambiare la nostra visione dell’Universo. 

Proprio la fisica del neutrino rappresenta uno dei principali filoni di ricerca su cui si gioca, al Gran Sasso, la cosiddetta “caccia alla nuova fisica”, orientata a superare il modello teorico attualmente utilizzato per descrivere la realtà fisica. La scoperta di nuovi fenomeni in questo campo potrebbe, infatti, aprire le porte a inedite spiegazioni sull’origine dell’universo e la natura della materia.

(Continua…)

Fonte Redazione ResearchItaly
Data pubblicazione 31/01/2018
Tag Scienze fisiche e ingegneria