A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Speciale: autismo e disturbi del neurosviluppo, in Italia il punto sulla ricerca internazionale

Speciale: autismo e disturbi del neurosviluppo, in Italia il punto sulla ricerca internazionale

Autismo, disordini del linguaggio e disturbi del neurosviluppo. Questi i temi su cui si sono confrontati ricercatori provenienti da tutto il mondo al congresso recentemente organizzato dall’IRCCS Eugenio Medea – La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, con il contributo dell'Associazione Italiana Ricerca Autismo (AIRA). Tra i principali temi del congresso la “mappatura” delle traiettorie evolutive, l’identificazione precoce dei disturbi e la loro prevenzione.

A fare il punto sullo stato dell’arte della ricerca internazionale, sono intervenuti ricercatori delle Università di Toronto e dell’Università Laval in Canada, della Rutgers University negli Stati Uniti, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dell’IRCCS Stella Maris di Pisa, dell’IRCCS Medea di Bosisio Parini e dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, che hanno inoltre accennato agli interventi preventivi applicabili sin dai primi mesi e ai trattamenti innovativi destinati a bambini che manifestano sintomi nella “finestra critica” del primo anno di vita.

Cecilia Marino dell’Università di Toronto ha evidenziato l’importanza dell’utilizzo dei biomarcatori precoci neurofisiologici, biochimici, neuroanatomici e neuropsicologici, solitamente associati ai disturbi del neurosviluppo. Ginette Dionne dell’Università Laval ha aggiornato sui fattori di rischio genetici e ambientali rispetto alle “traiettorie evolutive” tipiche e atipiche del linguaggio, sostenendo che i fattori genetici risultano avere un’influenza maggiore solo nel caso di ritardi linguistici marcati.

Anche i filmati familiari possono rivelarsi indici predittivi precoci: secondo Filippo Muratori di Stella Maris, questi possono aiutarci a osservare i comportamenti ripetitivi, la riduzione delle vocalizzazioni, la prevalenza della “lallazione non sociale”. I bambini ad alto rischio per l’autismo mostrerebbero inoltre un profilo elettrofisiologico specifico, caratterizzato da una iper-reattività agli stimoli acustici, come ha chiarito Valentina Riva di Medea. Maria Luisa Lorusso di Medea ha realizzato un’applicazione per lo screening online delle difficoltà linguistiche, molto accurato nell’orientare l’inquadramento dei casi e ad alto potere discriminante già in fase di prediagnosi.

Maria Luisa Scattoni dell’Istituto Superiore di Sanità ha presentato i primi risultati del Network italiano per il riconoscimento precoce dei disturbi dello spettro autistico (NIDA Network): avviato nel 2012 per individuare precocemente le “atipie” nelle popolazioni a rischio, come i fratelli di bambini già diagnosticati per la stessa condizione.

Tra gli interventi di prevenzione e trattamento più interessanti, sicuramente il robot giocattolo “RAPT® AABy™” realizzato da April A. Benasich della Rutgers University per fornire al bambino stimoli acustici interattivi in rapida successione, dimostratisi efficaci nel miglioramento dello sviluppo linguistico nella prima infanzia. Anche la musica sembra essere utile nello sviluppo delle abilità di elaborazione acustica durante l’infanzia, come ha dimostrato Chiara Cantiani dell’IRCCS Medea, dove è in corso un progetto di ricerca che vede in queste abilità un possibile marcatore precoce per i disturbi del linguaggio e dell’apprendimento.

Importanti, infine, il ruolo dei genitori, che possono “mediare” le terapie frequentando sedute di parent coaching, come hanno spiegato Stefano Vicari e Giovanni Valeri dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, nonché la continuità tra ospedale e territorio, come ha sottolineato Laura Villa dell’IRCCS Medea con il modello di presa in carico “a servizi distribuiti sul territorio” New Organization Autism Healthcare (NOAH) dell’Associazione La Nostra Famiglia.

Fonte IRCCS Medea
Data pubblicazione 30/11/2017
Tag Scienze della vita