A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Speciale Antartide: i numeri di oltre trent’anni di successi per l’Italia

Speciale Antartide: i numeri di oltre trent’anni di successi per l’Italia

Dal 1985 a oggi, oltre 3 mila scienziati e tecnici italiani hanno preso parte alle spedizioni scientifiche in Antartide attraverso il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide-PNRA: il Programma scientifico governativo italiano finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-MIUR, che vede il coordinamento scientifico del Consiglio Nazionale delle Ricerche-CNR e la guida logistica dell’ENEA.

Nel corso delle 33 missioni scientifiche condotte fino a oggi, il PNRA ha permesso alle ricerche italiane di produrre rilevanti risultati in numerosi settori scientifici: dalla biologia all’astronomia, dalle scienze della terra alla climatologia. Uno dei primi grandi traguardi è stata la costruzione, nel 1986, della Stazione Mario Zucchelli sulla Baia di Terra Nuova, nel Mare di Ross. La Stazione è operativa durante l’estate australe - da ottobre a febbraio - e occupa una superficie di 7.500 mq, ospitando fino a 85 persone tra personale scientifico e logistico. Nel corso dell’estate australe, le temperature in quest’area oscillano tra i -25°C e i +5°C e le condizioni climatiche sono rese ancor più impervie da un fenomeno tipico improvviso, il vento catabatico, che raggiunge anche velocità di 100 Km/h.

L’altro avamposto scientifico delle ricerche italiane in Antartide è la Stazione italo-francese Concordia, situata all’interno continente antartico a 3.233 metri sul livello del mare e a circa 1.200 Km di distanza dalla Stazione Zucchelli. Qui le temperature sono molto più rigide e possono raggiungere i -80°C, con una media annuale di circa -50°C. Nonostante questo la Stazione è aperta tutto l’anno e accoglie nel corso dell’inverno fino a 16 persone tra tecnici, ricercatori e personale sanitario, che si trovano ad affrontare il duro inverno australe.  

L’Antartide ospita oggi circa il 90% del ghiaccio terrestre e il 68% dell’acqua dolce di tutto il pianeta. Ha un’estensione pari a circa una volta e mezza l’Europa ed è il Continente più arido, freddo e inesplorato della Terra. Queste sue caratteristiche fisiche, assieme alla sua posizione geografica e alla distanza dalle fonti di inquinamento, lo rendono un luogo privilegiato e un grande laboratorio naturale in cui studiare le condizioni passate, presenti e future del nostro Pianeta, a partire dal clima.

Una delle ricerche più importanti in ambito climatico è il progetto europeo a partecipazione italiana EPICA-European Project for Ice Coring in Antarctica, avviato nel 2006 nei pressi della Stazione Concordia. EPICA ha portato a estrarre una “carota” di ghiaccio dal terreno di 3.270 metri, consentendo ai ricercatori di ricostruire la storia dettagliata del clima e dell’atmosfera terrestre fino a 800 mila anni fa. Ma lo studio del clima presso la Stazione Concordia avviene anche a livello atmosferico, con oltre 20 stazioni meteorologiche climatiche collegate tramite un sistema satellitare.

Ricerche sul campo magnetico terrestre, la ionosfera, l’Universo, le geologia antartica, l’adattamento umano a condizioni estreme e gli organismi viventi sono ulteriori filoni di ricerca portati avanti dall’Italia in Antartide attraverso il PNRA. Un impegno scientifico reso ancora più rilevante dalla recente istituzione della riserva marina più grande al mondo nei pressi del Mare di Ross, dove si affaccia la Stazione Mario Zucchelli: un’area di 1 milione e mezzo di chilometri quadrati in cui vigerà il divieto completo di pesca per fini commerciali grazie a un accordo firmato dalla Commissione per la protezione delle risorse marine viventi in Antartide-CCAMLR, formata da 24 Paesi del mondo.

 

Data pubblicazione 14/06/2018
Tag Scienze della vita , Scienze fisiche e ingegneria