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Ricercatori dell’INGV provano la presenza a Roma della prima comunità neandertaliana in Europa

Ricercatori dell’INGV provano la presenza a Roma della prima comunità neandertaliana in Europa

Nel 1929, nella cava di ghiaia della tenuta di Sacco Pastore, località della campagna romana sulla riva sinistra del fiume Aniene, di proprietà del duca Grazioli, furono rinvenuti dei resti fossili umani a circa 6 metri di profondità. Nel 1935 Alberto Carlo Blanc e Henri Breuil rinvennero, nella stessa località, un altro cranio alla profondità di 3 metri, ritrovando anche ossa di animali e strumenti litici di fattura musteriana da attribuirsi all'ultima fase interglaciale.

Il primo cranio, detto Saccopastore I, appartiene ad una giovane donna, mentre il secondo cranio, Saccopastore II, è attribuibile ad un uomo adulto. Entrambi i crani presentano le caratteristiche dell'Uomo di Neanderthal, ma differiscono da questo tipo umano per la presenza della fossa canina nei mascellari, distinguendosi in una variante denominata Uomo di Saccopastore.

Uno studio condotto da ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con i paleontologi delle Università della Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, ha attestato che i due crani rinvenuti nei depositi sedimentari della Valle dell'Aniene, insieme ad altri resti di ominidi, costituiscono la più antica testimonianza della presenza di una comunità neandertaliana in Europa.

“Il lavoro”, spiega Fabrizio Marra ricercatore INGV e autore della ricerca pubblicata su Plos One, “è partito dal punto in cui i ricercatori erano giunti un anno e mezzo fa, quando avevano dimostrato, attraverso la correlazione tra cicli sedimentari e variazioni globali del livello del mare, che i terreni in cui erano stati ritrovati i due crani  erano molto più antichi di quanto sino allora ritenuto: 250mila anni, contro gli 80mila – 125mila delle precedenti stime di età”.

Siamo di fronte ad un intero ciclo glaciale: i sedimenti fluviali si sono infatti deposti a seguito della risalita del livello del mare alla fine della terz'ultima glaciazione, durante quello che viene definito Stadio Isotopico 7. Grazie al riesame dei resti fossili animali, si è riusciti a datare i terreni di Saccopastore. “Così, anche i dati faunistici confermano che  i terreni di Saccopastore non possono essere più giovani di 200mila anni, in sostanziale accordo con la stima geologica, di un’età di circa 250mila” aggiunge Marra.

Infine, grazie allo studio di alcuni frammenti di ossa umane, resti faunistici e strumenti in selce rinvenuti presso Ponte Mammolo, Sedia del Diavolo,  Casal de' Pazzi e Monte delle Gioie, si è riusciti a stabilire un'età molto precisa dei terreni in cui sono stati ritrovati i reperti corrispondente ad un intervallo di tempo ricompreso tra 295mila e 245mila anni fa.

“La scoperta – aggiunge Marra - è importante se si considera che la stessa età di 295mila anni è stata ipotizzata dai paletnologi inglesi  per gli strumenti in selce ritrovati sui terrazzi fluviali del Solent River, poco a sud di Londra, che sono attribuiti alle prime presenze dell'Uomo di Neanderthal in Europa. Al tempo stesso, non sono stati ancora rinvenuti resti umani riferibili all'Uomo di Neanderthal più vecchi di 250mila anni in tutto il continente europeo”.

“I resti della Valle dell'Aniene, quindi, alla luce della loro associazione diretta con gli strumenti in selce, costituiscono la più antica evidenza diretta della presenza dell'Uomo di Neanderthal sul continente europeo, aprendo nuovi scenari sulle possibili tappe dell’evoluzione dell’uomo in Europa e sui flussi migratori attraverso il vecchio Continente.  Gli uomini di Neanderthal, come i loro predecessori, potrebbero essere stati pertanto i protagonisti di una nuova antropizzazione dell’Europa avvenuta più di 250mila anni fa: anche allora passando attraverso un'Italia ospitale, almeno dal punto di vista climatico, dove proprio nella sua capitale avrebbero stabilito una delle prime comunità”, conclude Marra.

Fonte INGV
Data pubblicazione 20/03/2017
Tag Cultural Heritage , Scienze della vita
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