A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Quanto piove sul territorio italiano? Ce lo dice uno studio di UniMilano e del CNR

Quanto piove sul territorio italiano? Ce lo dice uno studio di UniMilano e del CNR

La disponibilità di un adeguato livello di risorse idriche è un aspetto di grande rilevanza e attualità, che coinvolge un ampio spettro di settori, inclusi quello agricolo e energetico. È quindi fondamentale capire in modo dettagliato come si distribuiscono mediamente gli apporti pluviometrici sul territorio italiano.

Da questa esigenza l’Università Statale di Milano e il Consiglio Nazionale delle RicercheCNR hanno sviluppato un articolato programma di ricerca per definire quanto piove mediamente su ogni punto del territorio italiano (Il termine “punto” si riferisce ad un celletta corrispondente a meno di 30 secondi d’arco sia in longitudine che in latitudine, ovvero ad un’area significativamente inferiore ad un chilometro quadrato). I risultati della ricerca sono ora stati pubblicati in un articolo su International Journal of Climatology.

Lo studio, che ha come primo autore Alice Crespi, una giovane dottoranda in Scienze Ambientali all’Università Statale di Milano, oltre a presentare la distribuzione annuale e stagionale della piovosità sul territorio nazionale, fornisce anche un rilevante contributo metodologico in quanto analizza le potenzialità e i limiti degli strumenti modellistici necessari per stimare la piovosità di un numero così elevato di punti (circa 500.000), a partire da un numero di stazioni di osservazione molto minore (circa 5.000).

I campi numerici prodotti, disponibili per ogni mese dell’anno, si riferiscono al trentennio 1961-1990, cioè all’ultimo periodo per il quale sono disponibili con ragionevole continuità i dati della rete nazionale delle stazioni meccaniche. Essi possono comunque essere aggiornati in modo semplice sfruttando un metodo noto come metodo delle anomalie. Il metodo si basa sul fatto che il segnale temporale di una variabile meteorologica ha una struttura spaziale molto più semplice di quello del suo valore medio e può essere quindi catturato a partire da un numero abbastanza ridotto di stazioni.

È quindi semplice sovrapporre la distribuzione spaziale delle piogge del trentennio 1961-1990 con una corrispondente distribuzione spaziale che descrive i cambiamenti relativi rispetto a questo trentennio per ottenere la distribuzione spaziale delle piogge in ogni periodo di interesse.

Fonte CNR
Data pubblicazione 13/09/2017
Tag Scienze della vita , Scienze fisiche e ingegneria
Approfondimenti