A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Primo traguardo per ESPRESSO, il cacciatore di pianeti di ultima generazione

Primo traguardo per ESPRESSO, il cacciatore di pianeti di ultima generazione

Lo spettrografo ESPRESSO, montato sul Very Large Telescope-VLT in Cile, è riuscito per la prima volta a combinare contemporaneamente la luce raccolta da tutti e quattro i telescopi che lo compongono, andando a formare il telescopio ottico più grande del mondo, con una superficie di raccolta pari a quella di un singolo strumento con lo specchio da 16 metri di diametro.

Questo importante successo per l’astrofisica moderna è giunto a conclusione di un lavoro condotto da un consorzio internazionale di ricercatori guidato dall’Osservatorio Astronomico dell’Università di Ginevra, che ha visto la significativa partecipazione dell’Italia con gli Osservatori Astronomici dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Trieste e di Brera.

Il VLT si pone come la più importante struttura per l'astronomia da Terra all'inizio del terzo millennio ed è composto da quattro telescopi principali (Unit Telescopes: UT), con specchi primari di 8,2 metri di diametro, e da quattro telescopi ausiliari mobili (Auxiliary Telescopes: AT) di 1,8 metri di diametro. L’utilizzo dello strumento ESPRESSO permetterà ai quattro telescopi di lavorare assieme per osservare il cielo con una precisione senza precedenti.

I due principali obiettivi scientifici di ESPRESSO sono la scoperta e la caratterizzazione di pianeti simili alla Terra e la ricerca di possibili variazioni nel valore delle costanti fondamentali della fisica. Entrambi questi obiettivi possono essere raggiunti grazie alla stabilità eccezionale dello strumento e da una sorgente di luce di riferimento estremamente stabile.

Questo traguardo straordinario è il culmine del lavoro di un grande gruppo di scienziati e ingegneri, durato molti anni” - ha affermato Paolo Molaro, responsabile scientifico del progetto e in forza all’INAF di Trieste. “È magnifico vedere che ESPRESSO funziona con tutti e quattro gli UT e non vedo l'ora che arrivino i primi, entusiasmanti risultati scientifici”.

Un sistema di specchi, prismi e lenti trasmetterà la luce da ognuno dei quattro telescopi principali di VLT fino allo spettrografo ESPRESSO, a una distanza che arriva fino a 69 metri. In alternativa, ESPRESSO potrà ricevere la luce di ciascuno dei quattro telescopi indipendentemente, per un uso più flessibile del tempo di osservazione.

ESPRESSO, con tutti e quattro i telescopi principali, ci darà un'anteprima allettante di quello che la prossima generazione di telescopi, come l'ELT (Extremely Large Telescope) dell'ESO, offrirà tra qualche anno” - ha sottolineato il Direttore Generale dell'ESO, Xavier Barcons.

Fonte INAF, ESO
Data pubblicazione 19/03/2018
Tag Scienze fisiche e ingegneria