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Plasticità cerebrale, scoperto nuovo “interruttore”

Plasticità cerebrale, scoperto nuovo “interruttore”

Scoperto un nuovo “interruttore” della plasticità cerebrale, la capacità del cervello di modificarsi in risposta a stimoli ambientali e di autoripararsi in presenza di una lesione o danno. Lo annuncia sulla prestigiosa rivista scientifica Developmental Cell un gruppo di ricerca internazionale, guidato dal Brain Research Institute di Zurigo, a cui hanno partecipato anche il Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi-NICO di Orbassano e il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino.

Il nuovo “interruttore” sarebbe costituito da un recettore specifico (HSPG) della proteina NoGo-A, già conosciuta nel contesto della regolazione della plasticità nervosa. Scoperta in origine come uno dei costituenti della mielina, la guaina che avvolge le fibre nervose facilitando la trasmissione dei segnali elettrochimici, la proteina NoGo-A nel cervello sano stabilizza la formazione di nuovi contatti nervosi, la crescita di nuovi prolungamenti e la produzione di nuovi neuroni dalle cellule staminali.

In generale, in condizioni normali la proteina NoGo-A favorisce l’equilibrio strutturale del sistema nervoso, ma può anche agire come inibitore della riparazione dei circuiti nervosi interrotti da un danno cerebrale e come regolatore dell’attività delle staminali, come dimostrato nel 2012 dagli stessi ricercatori del NICO in uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience.

Il risultato di questo lavoro – spiega Annalisa Buffo del NICO di Orbassano (nella foto, insieme al suo gruppo di ricerca) – offre nuovi spunti per la comprensione delle basi molecolari della plasticità nervosa e dei meccanismi che possono stimolare la riparazione del cervello danneggiato: dimostra inoltre come la ricerca di base e lo studio dei complessi meccanismi che regolano il funzionamento del cervello richieda tempi lunghi e di conseguenza importanti investimenti”.

L'attività di ricerca del Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi si focalizza sull’indagine della struttura e della funzione normale del sistema nervoso, sui processi patologici e degenerativi e sui meccanismi di rigenerazione e riparazione. Attraverso approcci multidisciplinari ed esperienze complementari, i gruppi di ricerca che afferiscono all'Istituto sono impegnati a studiare meccanismi biologici fondamentali e a sperimentare strategie terapeutiche innovative per le patologie neurodegenerative e neuropsichiatriche. L’Istituto dispone di diverse strutture per la ricerca, tra cui laboratori di neuroanatomia, di biologia cellulare e molecolare, di elettrofisiologia.

Annalisa Buffo, professore associato di fisiologia all’Università di Torino, presso il NICO è responsabile del gruppo di ricerca di Fisiopatologia delle cellule staminali cerebrali.

Nell’immagine: giovani neuroni (in rosso) prodotti dalle cellule staminali neurali si allontanano migrando dalla cellula madre che li ha prodotti. Le cellule si spostano scivolando le une sulle altre grazie a segnali di repulsione determinati dall’interazione tra le proteine NoGo-A e i nuovi “interruttori” individuati nello studio.

Fonte NICO
Data pubblicazione 27/10/2017
Tag Scienze della vita
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