A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

PC del futuro, sviluppata la memoria quantistica che entra in un chip

PC del futuro, sviluppata la memoria quantistica che entra in un chip

Una nuova classe di memorie interne dei computer basate sulla meccanica quantistica promette di rivoluzionare la ricerca e l’innovazione nel campo dell’informatica. 

In questo filone di ricerca si inserisce un’innovativa memoria quantistica di dimensioni estremamente ridotte, sviluppata da un gruppo di ricerca guidato dal California Institute of Technology, di cui fanno parte l’Università di Verona, l’Università di Parma, il National Institute of Standards and Technology e il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Science

Estremamente più efficienti e sicure delle memorie attualmente disponibili, le memorie quantistiche possono immagazzinare una grande quantità di dati in modo molto performante. Finora, tuttavia, il loro principale limite era legato alle eccessive dimensioni.

Una svolta verso la miniaturizzazione di questi componenti chiave dei computer arriva dalla nuova ricerca, che ha portato alla realizzazione di una memoria quantistica circa 1000 volte più piccola di dispositivi analoghi presenti sul mercato. “Grande” solo pochi micron, il componente sviluppato dai ricercatori può essere inserito direttamente in un chip

Le eccezionali caratteristiche delle memorie quantistiche derivano dalla loro capacità di immagazzinare le informazioni attraverso singole particelle quantistiche, i fotoni di luce. A questo scopo, il dispositivo realizzato dal gruppo di ricerca sfrutta i cristalli di vanadato di ittrio contenenti quantità estremamente piccole dello ione neodimio: elemento responsabile dell'assorbimento ed emissione della luce che consente l'immagazzinamento e il rilascio delle informazioni.

“Fino ad oggi le memorie quantistiche erano realizzate con cristalli di dimensioni molto superiori” - spiega Marco Bettinelli, dell’Università di Verona - “Il risultato raggiunto dal team di ricerca internazionale è significativo proprio per le dimensioni nanometriche, pari a 700 nanometri di larghezza per 15 micron di lunghezza, assimilabili alle dimensioni di un globulo rosso. Le proprietà delle memorie quantistiche garantiscono una maggiore fedeltà dell’informazione, rispetto alle memorie convenzionali, con un evidente vantaggio nell’efficienza”.

Il nuovo componente potrebbe, in futuro, essere integrato in sistemi più complessi, dando il via alle prime reti quantistiche

 

Fonte Università di Verona
Data pubblicazione 30/10/2017
Tag Scienze fisiche e ingegneria