A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Patrimonio architettonico: dal CNR le basi per un piano di restauro di Venezia

Patrimonio architettonico: dal CNR le basi per un piano di restauro di Venezia

Sono stati presentati i risultati del primo programma di ricerca volto a indagare lo stato delle palificazioni di legno che sorreggono gli edifici di Venezia. Pubblicati su Construction and Building Materials, i risultati mostrano come il delicato equilibrio dell’architettura veneziana sia legato alla peculiare coesistenza di acqua, legno e terra. Attraverso lo studio, è stato messo a punto un protocollo di indagine per il monitoraggio e la manutenzione delle fondazioni del patrimonio edilizio cittadino.

L’architettura di Venezia – la città sul mare – poggia su un delicato equilibrio, garantito dall’interazione tra i pali lignei che reggono gli edifici, l’acqua e il suolo. La conferma arriva dai risultati di un programma di ricerca dell’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IVALSA-CNR), pubblicati sulla rivista Construction and Building Materials e recentemente presentati presso il Palazzo Ducale a Venezia.

Sostenuto dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e Laguna, il programma è stato finanziato e coordinato da Consorzio ricerche in Laguna (CORILA) e condotto da IVALSA-CNR insieme al Dipartimento di scienze ambientali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e al Dipartimento di ingegneria civile, edile e ambientale dell’Università di Padova con la collaborazione di Insula SpA, Società per la manutenzione urbana di Venezia.

Indagando il comportamento chimico-fisico e microbiologico del sistema delle fondazioni lignee a Venezia, i ricercatori hanno messo alla prova sperimentalmente il luogo comune della durabilità eterna dei pali lignei che consolidano i terreni di fondazione. “Questa prima ricerca scientifica sull’argomento ha dimostrato che l’immersione nel fango e la mancanza di aria non preservano sistematicamente la consistenza degli elementi alla base dell’edificio: possono essere presenti situazioni anche molto diverse tra un edificio e l’altro e tra una zona e l’altra della città – ha spiegato Nicola Macchioni, ricercatore dell’IVALSA-CNR. – Lo studio, basandosi sui pochi casi indagati in passato e sui campionamenti effettuati, ha messo in evidenza un degrado delle palificazioni talora importante, con differenze anche significative a seconda delle tipologie di suolo e del legno adoperato”.

Dalla ricerca è emerso che ad accelerare gli attacchi degli organismi responsabili del degrado è la presenza di ossigeno nel terreno, ma anche che le alterazioni non compromettono la stabilità degli edifici. Effettuando prove di resistenza meccanica mediante indagini focalizzate sul rapporto tra resistenza a compressione e livello di degrado delle palificazioni, i ricercatori hanno verificato che quest’ultimo non sembra avere un’influenza sul comportamento complessivo della fondazione. La ragione del fenomeno va ricercata nel complesso equilibrio fisico, chimico e meccanico tra legno, terra e acqua, “che assieme concorrono alla capacità portante del sistema di fondazione. Di essi il legno rappresenta l’elemento strutturale, ma tutto dipende dall’interazione con le altre componenti: un ecosistema complicato e delicatissimo che sorregge l’intera città”, ha concluso Macchioni. “Il peculiare sistema fondazionale di Venezia fa sì che a compattare il suolo coesistano sempre acqua, suolo e palificate lignee. La mancanza di uno solo dei tre elementi renderebbe il sistema instabile”.

Lo studio getta le basi per un protocollo di indagine che potrà essere impiegato in maniera sistematica da istituzioni e privati per il monitoraggio e la manutenzione delle fondazioni del patrimonio edilizio cittadino.

Fonte Consiglio Nazionale delle Ricerche
Data pubblicazione 01/07/2016
Tag Cultural Heritage