A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Malaria: dalla genomica nuovi strumenti per sconfiggerla

Malaria: dalla genomica nuovi strumenti per sconfiggerla

La diffusione della malaria in alcune regioni dell’Africa sub-sahariana potrebbe risentire di importanti cambiamenti dovuti al differenziamento genetico delle zanzare vettore della malattia, causato anche dalla loro resistenza agli insetticidi. A tre anni dalla sua creazione, il Consorzio Internazionale Anopheles gambiae 1.000 Genomes-Ag1000G ha pubblicato su Nature i suoi primi importanti risultati sulla malaria, ottenuti con il contributo del gruppo di Entomologia medica e molecolare dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Pasteur Italia.

Sebbene nell’ultimo decennio l’incidenza della malaria a livello globale risulti dimezzata, i dati relativi all’incidenza globale della malattia hanno mostrato che le strategie di prevenzione in Africa è stato modesto. Nel 2015, infatti, nel mondo si sono registrati 212 milioni di casi di malaria con 429.000 decessi, oltre il 90% dei quali nell’Africa sub-sahariana.

In questi anni, il Consorzio internazionale Ag1000G – nato nell’ambito del Network internazionale sulla genomica ed epidemiologia della malaria-MalariaGEN – ha analizzato la sequenza dei geni di 765 esemplari di Anopheles gambiae e Anopheles coluzzii, le due specie attualmente maggiori responsabili della trasmissione di malaria in Africa. I risultati hanno messo in evidenza una straordinaria variabilità genetica di queste zanzare, che pone le basi per affrontare le nuove sfide nella lotta alla malaria: dallo sviluppo di strategie di controllo genetico, allo studio di metodi per arginare il fenomeno della resistenza agli insetticidi, il principale mezzo utilizzato per ridurre la trasmissione della malattia.

A questo sforzo internazionale ha dato un fondamentale contribuito anche l’Italia, grazie alla partecipazione di Alessandra della Torre, Beniamino Caputo e Giordano Bottà, del Gruppo di Entomologia medica e molecolare del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive Sapienza e Istituto Pasteur di Roma, che da anni studiano le basi genetiche delle zanzare Anopheles e il loro adattamento agli insetticidi.

Muovendoci in prima linea nella pianificazione del progetto internazionale, nel reperimento di campioni di zanzare idonee e nell’analisi dati e focalizzandoci in particolare sulla loro struttura, dimensione e storia evolutiva – ha spiegato Alessandra della Torre, coordinatrice del gruppo di ricerca – abbiamo dimostrato come queste popolazioni di zanzare, seppure geograficamente molto distanti, siano geneticamente connesse e confermato l’esistenza di ulteriori processi di differenziamento genetico che potrebbero cambiare l’epidemiologia della malaria in vaste regioni dell’Africa sub-sahariana” - ha concluso della Torre.

Fonte Università Sapienza di Roma
Data pubblicazione 05/01/2018
Tag Salute , Scienze della vita
Approfondimenti