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Laboratori del Gran Sasso, Borexino: 10 anni di successi per il rilevatore di neutrini

Laboratori del Gran Sasso, Borexino: 10 anni di successi per il rilevatore di neutrini

Per festeggiare i 10 anni di successi scientifici ottenuti dal rilevatore di neutrini Borexino, la comunità internazionale di fisica astroparticellare si è data appuntamento presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso-LNGS e il Gran Sasso Science Institute-GSSI, in occasione di un workshop che ha chiamato a raccolta i più importanti esperti al mondo nello studio dei neutrini. 

Collocato nelle viscere del Gran Sasso presso i LNGS dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Borexino dà la caccia da un decennio ai neutrini: le elusive particelle senza carica e con massa quasi nulla, capaci di viaggiare nel cosmo portando fino a noi informazioni preziose sulle loro sorgenti. L’esperimento è il frutto di un’ampia collaborazione che riunisce, oltre al nostro paese, Germania, Francia, Polonia, Stati Uniti e la Russia. 

Oggetto di indagine di Borexino sono il cielo sopra di noi e il cuore del nostro pianeta, che il rivelatore del Gran Sasso scruta dalle viscere della montagna, studiando le particelle prodotte nelle reazioni nucleari che alimentano il Sole e in quelle che si svolgono nel mantello della Terra

Molto traguardi scientifici rilevanti nel campo della fisica delle astroparticelle sono stati raggiunti in questi anni proprio grazie al rivelatore di neutrini attivo sotto 1400 metri di roccia. È stato Borexino, per esempio, a scoprire che l’energia rilasciata al centro della nostra stella è in perfetta corrispondenza con quella prodotta 100.000 anni fa. Per la prima volta, inoltre, Borexino ha misurato l’energia solare nel momento della sua generazione

Grazie all’esperimento di cui ricorre il decennale è stata inoltre ottenuta la mappa più completa che esista dei neutrini solari alle varie energie. Osservando invece i neutrini prodotti nel cuore della Terra, il rivelatore del Gran Sasso ha confermato che una buona parte del calore sprigionato nelle viscere del nostro pianeta deriva dal decadimento radioattivo dell’Uranio-238 e del Torio-232 presenti nel mantello terrestre.

“La comunità della fisica astroparticellare – ha evidenziato Gianpaolo Bellini, ideatore di Borexino e suo coordinatore per 22 anni -  ha sempre considerato come fondamentali le novità scientifiche provenienti da Borexino. Va ricordato anche che nel 2014 i risultati di Borexino sono dati nominati fra i 10 migliori risultati raggiunti dalla fisica mondiale dalla rivista inglese Physics World, del britannico Institute of Physics. Mentre nel 2016 e nel 2017 – ha ricordato Bellini -  sono stato insignito rispettivamente del premio internazionale Bruno Pontecorvo e del premio Enrico Fermi, riconoscimenti che io interpreto come conferiti all’esperimento Borexino”. 

La serie di successi celebrata in questi giorni presso il Gran Sasso non è comunque destinata a concludersi: nei prossimi anni, l’esperimento continuerà la sua presa dati, migliorando la precisione delle misure già ottenute e realizzandone di nuove. “Borexino non ha finito il proprio lavoro -  ha concluso l’ideatore del rilevatore -  e sta tuttora facendo grandi sforzi per ottenere l’evidenza sperimentale delle reazioni nucleari che dominano l’universo e dell’esistenza o meno di un quarto neutrino”.

Data pubblicazione 11/09/2017
Tag Scienze fisiche e ingegneria