A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

La vita nello spazio: al Festival del Blu il racconto di Paolo Nespoli

La vita nello spazio: al Festival del Blu il racconto di Paolo Nespoli

Può stupire che il racconto di una grande impresa scientifica e tecnologica riesca a stimolare l’immaginazione più di un’avventura ai confini della realtà.

Non sorprende, però, se questo accade a proposito di missioni spaziali. Specie se il racconto è affidato a un testimonial d’eccezione come l’astronauta Paolo Nespoli, reduce nel 2017 dalla sua terza missione “extraterrestre” a bordo della Stazione Spaziale Internazionale-ISS.

È quanto accaduto nell’ambito del Festival del Blu dedicato allo spazio, che si è svolto a Gaeta. Un’iniziativa, questa, organizzata dal Comune di Gaeta in collaborazione con la Regione Lazio, e patrocinata, tra gli altri, dell’Agenzia Spaziale Italiana-ASI e della European Space Agency-ESA

Culmine della manifestazione, l’incontro tra il veterano degli astronauti italiani e i bambini e ragazzi delle scuole. A una platea gremita di giovanissimi, AstroPaolo ha raccontato con grande semplicità, attraverso esempi puntualmente documentati da foto e video, tutta la straordinarietà della vita sulla ISS: quella speciale “casa-laboratorio che si trova fuori dal mondo ma che gira attorno al mondo”. 

In questo luogo, dove i corpi non sono soggetti agli effetti della gravità che si riscontrano sulla Terra, non ci sono l’alto e il basso, né la destra o la sinistra. Per spostarsi, bisogna abituarsi a camminare con le mani e a tenersi fermi con i piedi. Per evitare di perdere gli oggetti, bisogna attaccarseli addosso alla tuta, utilizzando uno speciale tessuto adesivo. E non c’è da stare molto larghi, perché l’area privata a disposizione di ciascun astronauta è grande non più di una cabina telefonica.

Ma le stranezze non finiscono qui. Per scandire lo scorrere del tempo, lassù è necessario disporre di un orologio. Se ci si affidasse all’osservazione del cielo, infatti, si rischierebbe di fare colazione 16 volte al dì, quante sono le albe e i tramonti che si osservano guardando fuori, in un solo giorno trascorso in orbita attorno alla Terra. E bisogna far fronte a un’importante perdita di massa muscolare, sottolinea AstroPaolo. Tanto che, senza un esercizio fisico quotidiano su speciali attrezzi sportivi, si rischierebbe, una volta tornati a Terra, di non riuscire più a muovere un passo.

E allora perché andare fin lassù, affrontando tanti piccoli e grandi disagi, a cominciare dallo scomodo viaggio in una navicella come la Soyuz, dove non c’è nemmeno posto per distendere le gambe? Perché “liberi” dalla gravità si riesce a fare ricerche che sulla Terra non sarebbe possibile condurre, ricorda Nespoli. 

Come verificare se il processo di crescita delle piante si modifica, in condizioni di gravità alterata. E sperimentare invenzioni particolari, tra cui una speciale corazza contro le radiazioni cosmiche – abbondanti nello spazio – che potrebbe tornare utile in missioni future su Marte, per esempio. O testare un ingegnoso apparecchio per l’analisi in tempo reale della saliva, utilizzabile in luoghi remoti, tra cui la montagna, per valutare a distanza lo stato di salute psico-fisico di un individuo. 

Questi e altri esperimenti sono stati realizzati proprio da Nespoli durante la missione VITA, dell’Agenzia Spaziale Italiana. Perché, come ha ricordato AstroPaolo, gli astronauti portano ed eseguono nello spazio gli esperimenti ideati dai ricercatori a Terra, spesso diventando a loro volta “cavie”. 

Al netto dei disagi, dunque, il mestiere dell’astronauta offre l’occasione di vivere sensazioni ed esperienze uniche. Come godere del suono del silenzio che è possibile “ascoltare” oltre il muro del suono. O fare il giro del mondo in un’ora e mezza, senza dover superare ostacoli o confini. Perché l’unico confine visibile, da lassù, è quello tra il nostro pianeta e il “niente” dello spazio, assicura AstroPaolo. 

Fonte Redazione ResearchItaly
Data pubblicazione 23/10/2018
Tag Aerospazio