A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

I giovani e le droghe: dal rapporto ESPAD una fotografia su consumi e comportamenti

I giovani e le droghe: dal rapporto ESPAD una fotografia su consumi e comportamenti

Tra i giovani europei diminuisce il consumo di alcolici e tabacco mentre rimane stabile l’assunzione di droghe illecite, secondo la fotografia scattata dall’indagine Espad – European School Survey Project on Alcohol and other Drugs – svolta ogni quattro anni, di cui è uscito di recente l’ultimo Rapporto. Nel nostro Paese lo studio è stata condotto dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr), e  presentato presso l'Agenzia europea per il monitoraggio del fenomeno droga (Emcdda).

Consumo di alcol, assunzione di droghe, uso di Internet e accesso al gioco d’azzardo alcuni dei principali temi sotto la lente dell’indagine ESPAD - European School Survey Project on Alcohol and other Drugs: lo studio sui comportamenti a rischio degli adolescenti europei svolto ogni quattro anni, di cui è recentemente uscito l’ultimo Rapporto. L’indagine ha coinvolto 35 Paesi europei e un totale di 96.043 studenti di 15-16 anni, che nel 2015 hanno partecipato al progetto rispondendo nelle proprie classi a un questionario anonimo. La rilevazione in Italia è stata condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifc-Cnr), sotto la guida della ricercatrice Sabrina Molinaro.

Nel complesso diminuisce in Europa, tra i giovani, il consumo di alcolici e tabacco, mentre rimane elevato l’uso delle cosiddette nuove sostanze psicoattive (Nps), le droghe illecite più diffuse. Questo quadro generale non sempre trova sempre conferma nel nostro Paese. In Italia, per esempio, la diffusione di tabacco tra i giovani è molto più elevata e stabile nel tempo rispetto agli altri paesi, dove su questo fronte si sono registrate considerevoli diminuzioni. La percentuale degli studenti italiani che hanno sperimentato l’uso di tabacco è comunque diminuita negli ultimi 10 anni, passando dal 64% del 1995 al 58% del 2015. Mentre rimane stabile, nel corso degli ultimi 20 anni, la percentuale di coloro che fumano quotidianamente, attestandosi ancora al 21%, un livello più elevato della media comunitaria. Sempre in Italia, ad aver bevuto alcolici almeno una volta nella vita è l’84% degli studenti, percentuale in diminuzione rispetto agli ultimi anni: il consumo corrente interessa invece il 57% del campione, facendo registrare la prima diminuzione dal 2003 (63%).

Sul fronte dell’uso di droghe, a livello europeo 18% degli studenti europei riferisce di aver assunto una sostanza illecita almeno una volta, ma le percentuali tra i paesi partecipanti all’indagine variano notevolmente, dal 6% al 37%. A destare attenzione sono soprattutto le cosiddette nuove sostanze psicoattive (Nps), sperimentate da circa il 4% degli intervistati. “In media, le Nps sembrano oramai più diffuse di altre sostanze come amfetamine, ecstasy, cocaina o Lsd, questo evidenzia la necessità di approfondire il monitoraggio delle nuove droghe che vengono quotidianamente immesse sul mercato”, ha commentato Sabrina Molinaro. “Sono disponibili sia in forma pura che in preparati e non sono inserite nella lista delle droghe controllate dalle Nazioni Unite, ma pongono rischi per la salute pubblica comparabili a quelle delle sostanze illegali già note. Esistono vari gruppi di nuove sostanze, tra le quali le più diffuse sono: cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici, fenetilamine, ketamina e analoghi, piperazine. Tuttavia, il numero e la composizione delle Nps sono in continua evoluzione”. Anche in Italia, come in Europa la sostanza illecita più diffusa è la cannabis, con una percentuale però ben più alta rispetto alla media comunitaria (27% contro il 16%). Il 5% dei nostri studenti riferisce poi di aver provato Nps almeno una volta nell’ultimo anno, facendo attestare l’Italia al sesto posto su 35 Paesi.

Il rapporto fa il punto infine sull’uso di Internet da parte degli studenti, che risultano connessi quasi 6 giorni su 7 a settimana, impegnati in attività che vanno dall'uso dei social media al surfing, dallo streaming al gaming, dal gioco d’azzardo al commercio di prodotti. In tutti i Paesi, il gioco online è più diffuso tra i maschi (39% contro il 7%), che hanno anche riferito di giocare d’azzardo più delle coetanee. In Italia l’attività prevalente è l’uso dei social media, che interessa l’80% degli studenti, seguito dal gaming praticato dal 22% del campione. Si attesta al 3% la quota degli studenti che riferiscono di aver giocato frequentemente d’azzardo, in media con i valori rilevati a livello europeo. 

Fonte Consiglio Nazionale delle Ricerche
Data pubblicazione 06/10/2016
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