A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Gruppo di ricerca italiano identifica un nuova specie di scoiattolo “made in Italy”

Gruppo di ricerca italiano identifica un nuova specie di scoiattolo “made in Italy”

È ancora possibile scoprire nuove specie animali in Italia? Sembra così, leggendo il nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica “Hystrix the Italian Journal of Mammalogy” da un team di ricerca coordinato dall’Università dell’Insubria. I ricercatori italiani hanno infatti scoperto tra Calabria e Basilicata una nuova specie di scoiattolo da cui discenderebbero le diverse popolazioni attuali.

Hanno studiato approfonditamente la genetica, la morfologia e l’ecologia legata alle popolazioni di scoiattoli già riconosciute a inizio 900 come “peculiari” all’interno della famiglia dello “scoiattolo comune europeo” (lo scoiattolo rosso presente in tutto il resto d’Italia ad eccezione di Sicilia e Sardegna), identificando lo Sciurus meridionalis o “scoiattolo meridionale”, con una caratteristica colorazione nera a ventre bianco.

“Il lavoro in gruppo – spiegano i ricercatori dell'Unità di Analisi e Gestione delle Risorse Ambientali del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell'Università degli Studi dell'Insubria – è ormai un passaggio obbligato se si punta a ottenere risultati di buona qualità, garantendo inoltre il valore aggiunto di un continuo confronto e di fatto di un permanente controllo critico delle attività”.

“La certezza di trovarsi di fronte a una nuova specie – proseguono – è giunta dopo aver analizzato un grande quantitativo di dati genetici e morfologici che hanno consentito ai ricercatori del nostro gruppo integrato e multidisciplinare di giungere alla pubblicazione del lavoro su una rivista scientifica del settore teriologico, dedicata cioè alla scienza che studia i mammiferi, quarta al mondo per importanza tra le riviste di zoologia e motivo di vanto per il nostro Paese, nonché per la comunità scientifica nazionale dei teriologi».

“Purtroppo però – spiega il professore Adriano Martinoli, coordinatore del team di ricerca – la scoperta della nuova specie che risulta essere presente soltanto nel nostro Paese, ci spinge anche a evidenziare che potrebbe già risultare a rischio di estinzione, sia per la riduzione degli habitat, sia per la competizione con specie di sciuridi alloctone, quelle cioè introdotte artificialmente dall'uomo, come lo scoiattolo grigio di provenienza nordamericana e lo scoiattolo cosiddetto variabile introdotto dal sud est asiatico, delle vere e proprie forme di inquinamento biologico incentivate dall'uomo”.

Secondo i ricercatori di Varese, l’Italia ospita più di 58.000 specie animali note, tra i quali circa 1300 specie di vertebrati: di queste, il 5% sono esclusive dell'Italia, come pure circa il 10% degli invertebrati italiani; un patrimonio unico di biodiversità che dovremmo valorizzare. Oltre ai ricercatori dell'Insubria, il gruppo era composto anche da ricercatori dell’Università di Milano Bicocca, dell’Università di Firenze, dell’Università della Calabria, del Museo La Specola, del Museo di Storia Naturale della Calabria, della Società Italiana per la Storia della Fauna “G. Altobello” e dell’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISE-CNR).

Fonte Università dell’Insubria
Data pubblicazione 16/03/2017
Tag Scienze della vita
Approfondimenti