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Fisica nucleare: completata l’installazione del rilevatore CUORE

Fisica nucleare: completata l’installazione del rilevatore CUORE

Compie un nuovo, importante passo avanti il progetto CUORE - Cryogenic Underground Observatory for Rare Events dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), volto alla creazione di un sistema criogenico per l’osservazione di rari eventi fisici. Presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso sono state installate le 19 torri che compongono il rivelatore, progettato per studiare le proprietà dei neutrini. Un’operazione complessa che rende più vicino l’avvio delle operazioni scientifiche.

Si è conclusa con successo l’operazione – complessa e delicatissima – di installazione delle 19 torri che compongono il rivelatore di CUORE, esperimento dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) che si trova presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso.  “Tutte le 19 torri che costituiscono il rivelatore, composto da 988 cristalli di ossido di Tellurio e con un peso di quasi 750 kg, sono ora sospese al punto più freddo del criostato dell'esperimento”, ha illustrato Oliviero Cremonesi, spokesperson dell'esperimento.

Si avvicina dunque l’avvio delle operazioni scientifiche di questo complesso esperimento. “Ora la Collaborazione si sta preparando per gli ultimi ritocchi al sistema per poi procedere, nei prossimi mesi, alla chiusura del criostato, al suo raffreddamento e all'inizio delle operazioni scientifiche”, ha continuato Cremonesi.

Progettato per lavorare in condizioni di ultrafreddo, CUORE è il più grande rilevatore criogenico in grado di funzionare a temperature prossime allo zero assoluto. Composto da centinaia di cristalli di tellurite, l’esperimento è volto a studiare le proprietà dei neutrini – sfuggenti particelle elementari che compongono l’Universo, e in particolare un fenomeno raro chiamato doppio decadimento beta senza emissione di neutrini. Rivelare questo processo consentirebbe di determinare la massa e la natura specifica dei neutrini e di fornire una possibile interpretazione dell’asimmetria tra materia e antimateria dell’Universo.

L’esperimento mira a dare la caccia ai cosiddetti neutrini di Majorana: un tipo speciale di particelle ipotizzato negli anni ’30 dal fisico italiano. A questo scopo prende parte all’esperimento una vasta collaborazione internazionale formata da circa 130 scienziati provenienti da trenta istituzioni di Italia, USA, Cina, Spagna e Francia. Per l’INFN partecipano all’esperimento le sezioni di Milano-Bicocca, Bologna, Genova, Padova, Roma La sapienza, e i Laboratori Nazionali INFN del Gran Sasso, di Frascati e di Legnaro.

Fonte Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
Data pubblicazione 13/09/2016
Organizzazioni INFN
Tag Scienze fisiche e ingegneria