A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

DAWN, la missione spaziale lanciata verso l’alba del nostro sistema planetario

DAWN, la missione spaziale lanciata verso l’alba del nostro sistema planetario

Il 5 marzo scorso è avvenuto un incontro importante nella storia delle missioni spaziali: quello tra la sonda della NASA Dawn e il pianeta nano Cerere. Dopo aver studiato il pianetino Vesta, Dawn è ora pronta a indagare uno dei corpi celesti più primitivi e interessanti della fascia principale degli asteroidi. L’obiettivo finale della sua missione è far luce sull’origine e l’evoluzione del nostro sistema planetario: un’impresa scientifica a cui l’Italia partecipa in modo significativo con lo spettrometro VIR-MS.

Tre anni dopo l’addio all’asteroide Vesta, la sonda spaziale DAWN è finalmente giunta al suo secondo e ultimo traguardo: Cerere, pianeta nano situato nella fascia principale degli asteroidi, la regione del nostro Sistema solare situata tra le orbite di Marte e Giove. Lanciata sette anni e mezzo fa dalla NASA – l’Agenzia spaziale americana – la sonda detiene un importante primato: nella storia dell'esplorazione umana dello Spazio è il primo veicolo che si è rivelato capace di orbitare attorno a due diversi corpi del Sistema solare.

La storia della missione Dawn è cominciata nel 2001, quando la NASA l’ha selezionata con gli obiettivi di caratterizzare i “mattoni” da cui si sono formati i pianeti terrestri e di raccogliere informazioni sulle condizioni che regnavano nei primi milioni di anni dell’evoluzione del Sistema solare. La scelta dei corpi da studiare è caduta non a caso su Vesta e Cerere: due protopianeti situati nella fascia principale degli asteroidi la cui formazione risale al remoto periodo in cui attorno a una stella nascente, il nostro Sole, c’era solo un enorme disco di dedtriti. Diversissimi per forma, proprietà fisiche, morfologiche, natura geologica e mineralogica della superficie, questi due corpi celesti secondo gli esperti si sarebbero formati in regioni diverse del Sistema Solare e nasconderebbero gran parte dei segreti sulla storia delle nostre origini.

img_cerere_01Sulla formazione dei primitivi pianeti continuerà a indagare la sonda Dawn, che con 4,8 miliardi di chilometri alle spalle si accinge ora a studiare la composizione e le caratteristiche di Cerere: asteroide molto primitivo che conserva tracce di acqua e che, a differenza degli altri pianeti minori, potrebbe avere un’atmosfera tenue ma permanente. Le rilevazioni degli strumenti di bordo della sonda saranno utili per comprendere, in particolare, la natura delle due macchie bianche individuate lo scorso febbraio all’interno di un cratere di Cerere e per verificare la presenza di acqua nel sottosuolo. Per portare avanti le sue osservazioni, la sonda della Nasa avrà altri 16 mesi di tempo, durante i quali si spingerà fino a 375 chilometri di distanza dal pianeta nano immagazzinando dati di ogni tipo. Al termine di questo periodo le Agenzie Spaziali coinvolte valuteranno le riserve di carburante ancora disponibili per prendere in considerazione l’estensione della missione.

Il nostro Paese continuerà a fornire, come ha fatto finora, un importante apporto a questa impresa, attraverso uno dei tre strumenti scientifici di Dawn: VIR-MS “Visibile-IR Mapping Spectrometer”, lo spettrometro ad alta risoluzione spaziale e spettrale, derivato dallo strumento VIRTIS a bordo della missione Rosetta. Coordinato e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto Italiano di Astrofisica (INAF), VIR-MS è stato costruito dall’azienda Selex Galileo. Il suo rilevante contributo alla missione ha ottenuto di recente un importante riconoscimento con l’intitolazione di uno dei crateri di Vesta alla memoria di una eccellenza italiana recentemente scomparsa:  la planetologa Angioletta Coradini dell’INAF, “storica” ricercatrice principale di VIRTIS. Il tutto a rinsaldare l’antico e stretto legame tra il nostra Paese e i corpi celesti al centro della missione di Dawn. Come ha ricordato di recente Raffaele Mugnuolo – responsabile ASI per la missione Dawn – fu proprio un astronomo italiano, “Giuseppe Piazzi a scoprire Cerere il 1 gennaio del 1801, dall’Osservatorio Nazionale del Regno delle due Sicilie a Palermo. Cerere rimase classificato come pianeta per diversi secoli, in quanto la sua posizione coincide con quella del “pianeta mancante” (in base alla legge di Titus-Bode)”.

Video-Traiettoria della sonda Dawn attorno a Cerere (fonte NASA)

Fonte Redazione ResearchItaly
Data pubblicazione 18/03/2015
Organizzazioni ASI , INAF