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Con il progetto INTUS del PONREC a Corleone l’innovazione si fa storia, memoria e impegno civile

Con il progetto INTUS del PONREC a Corleone l’innovazione si fa storia, memoria e impegno civile

Dar voce all’identità di un territorio mettendo in dialogo, grazie alle nuove tecnologie, la storia custodita nei suoi archivi e le memorie degli abitanti. L’idea è alla base del progetto INTUS, finanziato dal Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività (PONREC): un progetto realizzato da under 30 convinti che dalla riappropriazione di un passato difficile possa germogliare la voglia di cambiamento e di futuro.

biblioSi chiama INTUS il progetto di un gruppo di giovani siciliani motivati a coniugare in modo inedito innovazione sociale, promozione culturale e impegno civile. L’acronimo – che sta per Intelligenza ambientale, Narratività, Tagging delle risorse Urbane e Sensoristica diffusa – significa in latino “dentro”. In effetti, il progetto nasce proprio dall’interno del territorio siciliano, ossia da Corleone: paese-simbolo in provincia di Palermo, diviso tra il pesante fardello di una storia legata alla criminalità organizzata e le energie mobilitate nella lotta alla mafia.

Il custode di questa storia è il Centro Internazionale di Documentazione sulle Mafie e del Movimento Antimafie (CIDMA), che conserva nei suoi archivi i documenti del maxiprocesso condotto, tra gli anni ‘80 e ’90, contro esponenti della mafia siciliana dal pool di magistrati di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Proprio da qui è partito INTUS, per dar nuova vita alla storia di Corleone. 


Presentato e selezionato nell’ambito del bando Social Innovation del Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività (PONREC), il progetto – che sta diventando realtà grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) – è stato presentato al Social Innovation Around, manifestazione annuale dedicata all’innovazione sociale.

falcone_borsellinoINTUS ha preso le mosse dalla digitalizzazione dei documenti legati al maxiprocesso ed è proseguito con la realizzazione di percorsi narrativi costruiti raccogliendo i ricordi e le testimonianze dei cittadini che hanno conosciuto il passato di Corleone, filtrati dallo sguardo attento dei giovani che oggi vivono il territorio. Le narrazioni, arricchite di contenuti multimediali, sono raccolte in una app che mette a disposizione di cittadini e turisti questo importante patrimonio culturale e storico.

Mediante un sistema di georeferenziazione e l’uso diffuso di sensori disseminati sul territorio, l’applicazione consente di riconoscere il visitatore, tracciarne gli spostamenti, monitorarne i luoghi e tempi di visita e di accompagnarlo attraverso le storie e memorie dei suoi abitanti, alla scoperta del territorio corleonese. L’obiettivo finale è restituire un’immagine di Corleone lontana dai luoghi comuni e dagli stereotipi, contribuendo alla promozione di processi virtuosi di innovazione e cambiamento.

Fonte Redazione ResearchItaly
Data pubblicazione 22/12/2014
Tag PON R&C - Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013
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