A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Celle fotovoltaiche che imitano la natura: nuovi progressi all’Università di Trieste

Celle fotovoltaiche che imitano la natura: nuovi progressi all’Università di Trieste

Imitare i processi che avvengono in natura per sintetizzare nuovi materiali da impiegare come catalizzatori, celle fotovoltaiche, o memorie elettroniche. È quanto accade all’Università di Trieste, dove Erik Vesselli del Dipartimento di Fisica ha coordinato un importante studio che ha coinvolto ricercatori dell’Università tecnica di Vienna e dell’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IOM-CNR).

La ricerca, pubblicata su Nature Communications, ha portato a realizzare una matrice bidimensionale di singoli atomi di ferro, distanziati fra loro solo 1,5 miliardesimi di metro, a partire da un foglio di grafene coperto con uno strato di molecole organiche. L’intera struttura è stata messa a punto “imitando” la molecola di emoglobina che si occupa del trasporto di ossigeno all’interno dei globuli rossi.

Studiando la nuova struttura, i ricercatori hanno osservato come la luce visibile di un laser verde poteva essere impiegata per scrivere un’informazione (bit) sui centri contenenti i singoli atomi di ferro. I ricercatori hanno inoltre dimostrato che questa struttura può raddoppiare l’efficienza rispetto alle attuali celle fotovoltaiche.

Il progetto si inserisce nell’ambito della linea di ricerca avviata all’Università di Trieste con la costruzione di un innovativo sistema per la spettroscopia laser non lineare, per cui Erik Vesselli ha ottenuto un finanziamento dal MIUR-Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso il programma Futuro in Ricerca.

Gli studi attuali si stanno concentrando sull’impiego di materiali nano-ingegnerizzati in campi strategici come l’elettronica e l’energia, oppure nell’abbattimento e la conversione di inquinanti ambientali come l’anidride carbonica, il monossido di carbonio e il monossido di azoto.

 

Fonte Università degli Studi di Trieste
Data pubblicazione 10/12/2018
Tag Energia , Scienze fisiche e ingegneria