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Cassini, tutti i numeri di una missione spaziale entrata nella storia

Cassini, tutti i numeri di una missione spaziale entrata nella storia

Con un “tuffo” spettacolare nell’atmosfera di Saturno, avvenuto il 15 settembre 2017, si è concluso il viaggio della sonda Cassini, una delle missioni più gloriose nella storia delle esplorazioni spaziali, che in quasi vent’anni ha contribuito ad arricchire enormemente le nostre conoscenze sul pianeta Saturno e il suo sistema di anelli e satelliti, ma anche sul nostro sistema solare e sulle leggi che governano l’Universo. Ecco alcune delle tappe e dei numeri ottenuti dalla missione, che ha visto sempre l’Italia in primissima linea grazie alla collaborazione tra Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Agenzia Spaziale Europea (ESA) e NASA.

Cominciata nel 1997 con il lancio dalla base spaziale di Cape Canaveral, in Florida, Cassini ha raggiunto Saturno dopo 7 anni di viaggio, durante i quali ha percorso oltre 3,5 miliardi di chilometri, che sono più che raddoppiati nel corso della sua vita attorno al pianeta Saturno, fino a un totale di 7,9 miliardi di chilometri percorsi in totale.

Alla vigilia di Natale del 2004 il lander Huygens si è staccato dalla sonda principale per dirigersi verso Titano, il più grande satellite di Saturno, acquisendo dati durante la sua discesa per un tempo di 2 ore e mezzo e per un’altra mezz’ora sulla superficie, mostrando al mondo una superficie inimmaginabile, formata da rocce di ghiaccio e composta di idrocarburi. Il radar di Cassini ha mostrato in seguito l’esistenza di laghi e mari di metano liquido su questa luna di Saturno.

Nel corso degli anni, la missione Cassini ha scattato 453.000 fotografie, raccolto 635 GB di dati scientifici, eseguito 22 “tuffi” negli anelli di Saturno e completato 162 voli ravvicinati sulle lune del pianeta. La missione ha coinvolto 27 nazioni del mondo e ha portato alla pubblicazione di quasi 4 mila articoli scientifici, rivelando segreti mai immaginati sul pianeta Saturno e il suo sistema di Lune, come ad esempio la presenza su Encelado di reazioni chimiche complesse potenzialmente adatte a creare le condizioni per lo sviluppo della vita.

Nel suo viaggio verso Saturno, Cassini ha anche contribuito a confermare uno degli aspetti della teoria della Relatività generale di Einstein, inviando un segnale radio verso Terra mentre era dalla parte opposta del Sole. Misurando il tempo impiegato al segnale per giungere alla Terra, gli scienziati italiani hanno stimato questa deviazione con una precisone 50 volte superiore rispetto agli esperimenti precedenti.

L’Italia è stata sin da subito uno dei partner scientifici più importanti della missione e ha contribuito allo sviluppo di molte delle tecnologie presenti nella sonda. L’industria italiana Leonardo ha infatti realizzato per l’ASI il navigatore stellare SRU (Stellar Reference Unit), usato da Cassini per mantenere la rotta durante la sua traiettoria interplanetaria, lo spettrometro VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer) dedicato allo studio della composizione delle atmosfere di Saturno e Titano, e lo strumento HASI (Huygens Atmospheric Structure Instrument) a bordo di Huygens, con cui è stato possibile studiare la struttura verticale dell’atmosfera di Titano. Un ruolo rilevante nella realizzazione di VIMS è stato ricoperto dall’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma.

Data pubblicazione 06/10/2017
Tag Aerospazio