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Astrofisica: il radar Marsis rivela che su Marte non è tutto ghiaccio ciò che risuona

Astrofisica: il radar Marsis rivela che su Marte non è tutto ghiaccio ciò che risuona

Non ci sarebbe ghiaccio nel sottosuolo della pianura marziana Meridiani Planum secondo le misure del radar Marsis a bordo della missione europea Mars Express. Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters.

Lo studio “Radar sounder evidence of thick, porous sediments in Meridiani Planum and implications for ice-filled deposits on Mars” indica che le proprietà elettriche del suolo marziano nella zona del Meridiani Planum, un’area sull’equatore del pianeta esplorata dal rover della Nasa Opportunity, possano trarre in inganno sulla sua composizione. Infatti su Marte i bassi valori della costante dielettrica misurati in superficie sono generalmente interpretati come indicatori di presenza di ghiaccio.

Opportunity aveva già evidenziato che il Meridiani Planum era una zona ricca di depositi di ematite, un minerale formatosi, come sulla Terra, in pozze di acqua stagnante. Tuttavia la composizione degli strati sottostanti era, fino ad oggi, un mistero.

Grazie all’alta risoluzione dei dati acquisiti dal radar Marsis – Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding, gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana – ASI e che è stato riprogrammato per l’occasione in modo da consentire misure più accurate rispetto a quelle standard, gli scienziati sono riusciti a elaborare un modello di sedimentazione per i depositi del Meridiani Planum. Questo modello ha evidenziato che i bassi valori di costante dielettrica misurati sono anche coerenti con uno spesso strato di sabbia basaltica porosa che non contiene ghiaccio. Questo studio è basilare per individuare tecniche che permettano di comprendere quali siano le zone del pianeta con ghiaccio accessibile.

Il radar Marsis, sviluppato per conto dell’ASI dall’Università “Sapienza” di Roma, in collaborazione con il JPL e realizzato da Thales Alenia Space Italia, funziona inviando impulsi radio a bassa frequenza che penetrano negli strati del sottosuolo e vengono riflessi in corrispondenza di un cambiamento nella densità o nella composizione dei materiali. Attraverso l’analisi di queste eco si può determinare la costante dielettrica.

Marsis, – ha commentato Angelo Olivieri responsabile dell’Agenzia Spaziale Italiana per la missione Mars Express – operativo sulla sonda dal 2005, anno in cui è stata dispiegata l’antenna, è il primo radar realizzato in Italia capace di fornire informazioni sulla composizione degli strati sotto superficiali di un pianeta ed in tutti questi anni ha contribuito in maniera significativa ad aumentare le conoscenze che abbiamo sulla composizione di Marte”.

Il radar Marsisa bordo della sonda Mars Express, è uno strumento tecnologicamente molto avanzato, con elevatissime capacità computazionali, che permettono l’elaborazione in tempo reale dei segnali acquisti” - ha dichiarato Andrea Cicchetti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica – INAF di Roma e manager delle operazioni.

Per poter raccogliere dati con elevata risoluzione è stato necessario riconfigurare lo strumento, agendo chirurgicamente sui parametri chiave del software di bordo” - ha sottolineato Andrea Cicchetti. Un altro vantaggio di questa nuova configurazione “è quello di poter inviare a terra direttamente i dati grezzi non processati dal software di bordo; questo permette una più ampia analisi a terra dei dati stessi utilizzando le tecniche di elaborazioni più idonee e recenti”.

Fonte INAF
Data pubblicazione 24/10/2017
Tag Aerospazio , Scienze della vita , Scienze fisiche e ingegneria
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