A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Agrifood, il miglio resiste alla desertificazione

Agrifood, il miglio resiste alla desertificazione

La decifrazione della sequenza del genoma del miglio perlato, un progetto che ha coinvolto un team internazionale di 65 scienziati appartenenti a 30 diverse istituzioni di ricerca, rende possibile svelare le strategie vincenti messe in atto da questa coltura per affrontare condizioni climatiche estreme. Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Biotechnology.

L’aumento delle temperature e della frequenza di eventi climatici estremi, come le ondate di caldo che si verificano in molte parti del mondo, sono destinati a portare ad un calo delle rese produttive delle più importanti colture alla base dell’alimentazione umana. Lo studio getta le basi per il potenziale sviluppo di analoghe strategie adattative in altri importanti cereali.

La ricerca è co-diretta dall’International Crops Research Institute for Semi-Arid Tropics (Icrisat) dell’India, dal Beijing Genomics Institute (Bgi)-Shenzhen della Cina e dall’Istituto nazionale di ricerca per lo sviluppo sostenibile (Ird) della Francia, e ha visto anche il coinvolgimento dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria del Consiglio Nazionale delle Ricerche IBBA-CNR di Milano.  

Il miglio perlato è un cereale tipico delle regioni aride molto nutriente, essendo ricco in proteine, fibre, micronutrienti essenziali come ferro, zinco e folato. “La ricerca – ha spiegato Francesca Sparvoli dell’IBBA-CNR – ha impiegato le tecnologie di sequenziamento e analisi del Dna più innovative per identificare nuovi strumenti genetici, come marcatori molecolari correlati alla tolleranza alla siccità e alle alte temperature, così come ad altri importanti caratteri: migliore profilo nutrizionale, resistenza a patogeni”.

Queste nuove conoscenze – ha aggiunto la ricercatrice dell’IBBA-CNR – costituiscono un propellente per l’avanzamento delle attività di miglioramento genetico di questo cereale, una coltura cruciale per l’alimentazione ed il sostentamento di milioni di persone che vivono nelle regioni aride e semi aride dell’India e dell’Africa sub-Sahariana”.

Il miglio perlato possiede una straordinaria capacità di tollerare elevate temperature. Molti cereali, come il riso o il mais, non sopportano temperature superiori a 30-35°C durante la fase di maturazione dei semi, al contrario i semi del miglio perlato maturano fino a temperature di 42°C.

In questa ricerca si è scoperto che, rispetto ad altri cereali come il grano, il riso o il mais, il miglio perlato dispone di un repertorio diverso di geni per la produzione di proteine che agiscono come delle cere naturali in grado di proteggere la pianta dallo stress termico.

È evidente che questa capacità di resistere al calore è cruciale se si considera che gli esperti di cambiamenti climatici prevedono per il futuro una maggiore frequenza delle ondate di calore. Grazie all’impiego di approcci biotecnologici è possibile ipotizzare il trasferimento in futuro di queste caratteristiche di tolleranza al calore e alla siccità anche ad altri importanti cereali.

Fonte CNR
Data pubblicazione 02/11/2017
Tag Agrifood , Scienze della vita , Scienze fisiche e ingegneria
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