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Addio a Dawn, la missione spaziale ai confini del sistema solare

Addio a Dawn, la missione spaziale ai confini del sistema solare

Si è conclusa dopo 11 anni di intensa attività la missione della sonda spaziale Dawn della NASA, a cui l’Italia ha dato un importante contributo attraverso l’ASI-Agenzia Spaziale Italiana e l’INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica.

Lanciata il 27 settembre 2007 da Cape Canaveral, Dawn è stata l’unica sonda spaziale ad aver orbitato attorno a due corpi celesti distinti nello spazio profondo: l’asteroide Vesta e il pianeta nano Cerere, il cui studio ha fornito molte indicazioni sulla formazione del Sistema Solare. Nel suo lungo viaggio di avvicinamento ai due obiettivi, Dawn ha anche effettuato un flyby sul pianeta Marte.

La sonda Dawn ha trasportato a bordo numerose tecnologie italiane, a partire dallo spettrometro VIR-Visual and Infrared Spectrometer fornito dall’ASI-Agenzia Spaziale Italiana e realizzato da Leonardo-Finmeccanica sotto la guida scientifica dell’INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica. Nel corso della missione Dawn, VIR ha inviato a Terra oltre 11 milioni di immagini e 90 GB di dati, contribuendo in maniera decisiva allo studio accurato delle caratteristiche e della storia di Vesta e Cerere.

Proprio utilizzando i dati dello strumento VIR, un team internazionale di ricercatori coordinati da Maria Cristina De Sanctis dell’INAF ha rivelato tracce di materiale organico sulla superficie del pianeta nano Cerere: una scoperta che ha conquistato le pagine dell’autorevole rivista Science.

La partecipazione al programma Dawn è stato un grande successo per l’ASI e per la comunità scientifica italiana attiva nello studio dei corpi minori del Sistema Solare” ha affermato Eleonora Ammannito responsabile scientifico della missione Dawn dell’Agenzia Spaziale Italiana. “La conferma del collegamento tra alcuni tipi di meteoriti e Vesta e l’identificazione di ghiaccio di acqua sulla superficie di Cerere sono solo alcune delle scoperte di Dawn per le quali lo spettrometro italiano VIR ha avuto un ruolo fondamentale” ha concluso Ammannito.

Le osservazioni sul pianeta Cerere hanno inoltre fornito un solido sostegno all'idea che questa pianeta ospitasse un tempo un grande oceano. “Con la fine della missione Dawn si chiude una fase di esplorazione ma se ne apre un’altra, che vede Cerere come uno dei target più interessanti per la ricerca di vita al di fuori dell’ambiente terrestre” ha commentato  Cristina De Sanctis, ricercatrice INAF e responsabile scientifica di VIR. “Mi piace, inoltre, sottolineare che lo strumento italiano è arrivato perfettamente funzionante a fine missione” ha ricordato la ricercatrice.

 

Fonte ASI
Data pubblicazione 26/11/2018
Tag Aerospazio , Scienze fisiche e ingegneria