A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

A scuola di eccellenza, Italia sul podio nella gara del CERN BeamLine for Schools

A scuola di eccellenza, Italia sul podio nella gara del CERN BeamLine for Schools

Grande soddisfazione per la capacità della scuola italiana di coltivare talenti e avvicinare i giovani alla scienza e alla ricerca è stata espressa alla Farnesina, durante un evento speciale di premiazione, nell’ambito del concorso BeamLine for Schools del CERN. 

A ricevere i premi sono stati due gruppi di studenti, uno di Fermo e l’altro di Firenze, vincitori rispettivamente delle edizioni 2017 e 2015 del prestigioso concorso che porta i ragazzi delle scuole superiori a fare esperienza presso l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare con sede a Ginevra. 

Il nostro Paese è l’unico a essersi aggiudicato per due volte la vittoria nella gara internazionale. Un primato, questo, celebrato alla presenza di rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, assieme al Direttore Generale del CERN Fabiola Gianotti e al Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Fernando Ferroni

Giunta alla sua quinta edizione, BeamLine for Schools offre a gruppi di studenti di tutto il mondo l’opportunità di realizzare il proprio esperimento scientifico presso il più grande centro di ricerca di fisica fondamentale al mondo. Ogni anno, su oltre 150 scuole e 1.500 studenti partecipanti al concorso, vengono selezionati due gruppi vincitori. La sfida è ardua: a valutare i progetti delle scuole è lo stesso comitato che seleziona gli esperimenti scientifici del CERN. 

Il doppio successo italiano è dunque particolarmente importante. 

Merito della grande opera di pubblicizzazione dell’iniziativa, ma anche della qualità della nostra scuola, che è ottima” – ha commentato il Direttore Generale del CERN, Fabiola Gianotti – “e dell’entusiasmo, della dedizione, dell’intraprendenza degli insegnanti”

Sul podio, nell’edizione del 2017 sono saliti, assieme a una squadra canadese, i ragazzi del liceo scientifico T.C. Onesti di Fermo, nelle Marche, guidati dalla professoressa Maria Rita Felici. Attraverso un percorso biennale che ha coinvolto due classi, gli studenti hanno avuto l’opportunità di costruire un rivelatore di luce Cherenkov, finalizzato a catturare un particolare effetto fisico, con applicazioni anche in campo medico. L’obiettivo principale del progetto era affrontare in modo sperimentale un percorso didattico sulla luce, ha spiegato la professoressa Felici. E invece l’inaspettata vittoria li ha portati a verificare, con successo, il funzionamento del loro rilevatore al CERN. 

Nel 2015 sono stati i ragazzi del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Firenze, guidati dalla professoressa Manuela Lima, a vincere la competizione, assieme a un gruppo di studenti del Sud Africa. Con il progetto Leo4G More than a webcam, la classe italiana ha testato al CERN l’idea di utilizzare una comune webcam, opportunamente modificata, per ottenere l’immagine di un fascio di particelle. Molti ragazzi del gruppo, dopo il liceo hanno intrapreso una facoltà scientifica, come ci ha raccontato Sabrina Giorgetti, ora iscritta al secondo anno di fisica. 

Attirare giovani talenti alla ricerca scientifica non è però l’unico obiettivo del concorso promosso dal CERN, come ha spiegato Fabiola Gianotti. Più in generale, un’iniziativa come questa offre agli studenti l’opportunità di acquisire capacità utili per la vita, come quella di fare un progetto, lavorare in equipe, essere creativi, risolvere problemi, sintetizzare. Per scoprire, magari, che si possono fare cose importanti con lo spirito con cui si va al Luna Park, ha suggerito in conclusione Fernando Ferroni. 

L’invito per le scuole è di partecipare alla nuova edizione del concorso: per registrarsi c’è tempo fino al 31 marzo.

Fonte Redazione ResearchItaly
Data pubblicazione 21/02/2018
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