A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Programmi speciali

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) sostiene, incoraggia e finanzia la ricerca d’eccellenza e la diffusione della cultura scientifica, promuovendo la partecipazione italiana a programmi di ricerca europei e internazionali.

Di seguito sono descritte alcune linee di azione e programmi speciali sulle quali l’Italia è attivamente impegnata per incentivare lo sviluppo delle attività di ricerca in settori considerati strategici e promuovere la diffusione delle conoscenze acquisite:

+ Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA)


Titolo della fonte di finanziamento
Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA)

Contesto
Con la Legge n. 284/1985 è stato istituito il PNRA affidando al MIUR il compito di coordinare le attività di ricerca italiane sul territorio antartico. Da allora, anche attraverso successive leggi di autorizzazioni di spesa, è stata assicurata la partecipazione dell’Italia al Trattato Antartico, stipulato nel 1959 ed entrato in vigore nel 1961 al fine di regolare la presenza dei Paesi che operano sul continente.

Obiettivi
L'Antartide è l'unico continente ancora in gran parte inesplorato. Per la sua posizione geografica, le caratteristiche fisiche, la distanza dalle fonti di inquinamento e la quasi totale assenza di perturbazioni antropiche (legate cioè alla presenza dell’uomo), è uno dei luoghi privilegiati per l'osservazione globale del pianeta. Proprio per questo motivo il PNRA è stato un eccezionale motore per sensibilizzare l’opinione pubblica e la comunità scientifica sulle ricchezze di questo continente, ponendo al centro dell’attenzione la necessità di confrontarsi con le attività di ricerca degli altri Paesi già presenti in Antartide e con lo sviluppo di tecnologie avanzate necessarie per esplorare e studiare il territorio. Le attività intraprese toccano settori di grande importanza come lo studio dei cambiamenti globali provocati dall'assottigliamento dello strato di ozono e dall'effetto serra.

Attività
Le attività di ricerca del PNRA si basano su alcune grandi linee di indirizzo scientifico e si sviluppano anche attraverso le due spedizioni scientifiche (chiamate “campagne”) che annualmente vengono realizzate utilizzando, come basi, la stazione italiana “Mario Zucchelli” e la stazione franco-italiana “Concordia”. Per lo sviluppo del  PNRA, inoltre, è di cruciale importanza la collaborazione a livello internazionale da un punto di vista sia logistico che scientifico, realizzata anche mediante la partecipazione a importanti organismi internazionali come lo SCAR (Scientific Committee on Antarctic Research). La ricerca in Antartide coinvolge l’intera comunità scientifica italiana che partecipa attraverso la presentazione di proposte di attività valutate per rilevanza scientifica, fattibilità logistica e congruità finanziaria.

Gestione e realizzazione
Secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo del 30 Settembre 2010:

Approfondimenti

+ PROgramma nazionale di Ricerche Aerospaziali (PRORA)

Titolo della fonte di finanziamento
PROgramma nazionale di Ricerche Aerospaziali (PRORA)

Contesto
Il PRORA è stato avviato con il Decreto n.184/1989 con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di infrastrutture e competenze per la ricerca nel campo aerospaziale, settore considerato strategico a livello sia nazionale che internazionale.

Obiettivi
Il PRORA, elaborato sulla base delle esigenze espresse dal mondo della ricerca e dell’industria nonché delle prospettive di sviluppo dei settori aeronautico e spaziale, prevede:

  • lo svolgimento di attività di ricerca e sperimentazione, la produzione e lo scambio di informazioni, la formazione del personale nei settori aeronautico e spaziale da realizzarsi anche attraverso la partecipazione a programmi di ricerca europei e internazionali;
  • la realizzazione e il mantenimento di opere e impianti funzionali a tali scopi.
La gestione e lo sviluppo delle attività del programma è affidata al Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) che, per il perseguimento delle sue finalità istituzionali, stabilisce rapporti con organismi di ricerca sia italiani che esteri.

Attività e finanziamenti
Il programma è stato avviato mediante un finanziamento iniziale che si è avvalso dei fondi del Decreto n.64/1986 a cui si sono aggiunte ulteriori risorse provenienti da leggi di bilancio e leggi speciali, oltre che dal contribuito offerto dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dalla Regione Campania. In aggiunta a queste assegnazioni, il Decreto n.46/1991 ha stanziato un ulteriore contributo annuale per le spese di gestione e funzionamento del CIRA. Lo Stato italiano quindi finanzia il PRORA attraverso un contributo fisso per la realizzazione delle opere e per lo sviluppo dei programmi di ricerca inizialmente definiti a cui si aggiunge un contributo annuo per la gestione e la manutenzione del CIRA, centro che, a sua volta, contribuisce all'arricchimento e al cofinanziamento del programma attraverso contratti di ricerca e servizi di sperimentazione reperiti in condizioni di libero mercato. Nel tempo gli investimenti che l’Italia ha fatto nel PRORA hanno permesso di realizzare tre impianti unici al mondo per prestazioni:
  • LISA (Aerospace Structures Impact Lab), dedicato alle prove di impatto per migliorare la sopravvivenza in caso di crash di aerei ed elicotteri;
  • PWT (Plasma Wind Tunnel), che permette di simulare le condizioni estreme che si verificano al rientro dei veicoli spaziali nell’atmosfera;
  • IWT (Icing Wind Tunnel), che consente di verificare le condizioni di formazione di ghiaccio sulle superfici degli aeromobili per prevenirle, migliorando la sicurezza del volo.
Queste strutture rappresentano un patrimonio prezioso di proprietà dello Stato, gestito e mantenuto dal CIRA: per la loro unicità e per le competenze acquisite giungono da tutto il mondo richieste di utilizzo degli impianti per test e sperimentazioni di ricerca.

Gestione e realizzazione
Il Decreto Ministeriale n.305/1998 è il regolamento, tuttora in vigore, che disciplina la gestione del programma nel suo insieme, dal punto di vista sia giuridico che operativo. Come già detto, la realizzazione e gestione del programma è affidata al CIRA le cui attività, oltre ad essere realizzate in stretto coordinamento con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), sono vigilate dal MIUR per il tramite di una commissione istituita con apposito decreto che ha il compito di monitorare il PRORA nel suo complesso e formulare  osservazioni e proposte per il suo aggiornamento.

Ulteriori dettagli
Il PRORA ha avuto due significative integrazioni: il Decreto Legislativo del 3/8/2000 e quello del 24/3/2005 mediante cui sono stati disciplinati con maggiore dettaglio gli adempimenti sia del CIRA che della Commissione.

Approfondimenti
+ Legge n.6/2000: iniziative per la diffusione della cultura scientifica

Titolo della fonte di finanziamento
Legge n.6/2000: iniziative per la diffusione della cultura scientifica

Contesto
In Italia, fino all’inizio degli anni novanta, non esisteva uno strumento legislativo per la diffusione della cultura scientifica. Nel 1991, con la Legge n.113, è stato introdotto per la prima volta uno strumento per promuovere e incentivare l’attività divulgativa nel settore tecnico e scientifico. Successivamente il Parlamento ha approvato la Legge n.6/2000 che modifica in parte quella precedente, pur lasciando sostanzialmente inalterato l’obiettivo: promuovere una diffusa consapevolezza dell’importanza della scienza e della tecnologia, favorendo la comunicazione tra mondo della scuola, della ricerca e della produzione.

Obiettivi
Il MIUR bandisce l'erogazione di contributi che, in armonia con quanto previsto dalla Legge, favoriscano il potenziamento del patrimonio scientifico di interesse storico; la promozione delle città delle scienze; la formazione e l’aggiornamento professionale per la gestione dei musei scientifici; la diffusione della scienza e della tecnologia al fine di promuovere sinergie tra il mondo del lavoro e quello della produzione. La Legge n.6, nella sua architettura complessiva, definisce tre punti strategici:

  1. la costituzione di un organico sistema nazionale di musei e centri scientifici e storico-scientifici;
  2. il potenziamento dei musei di storia naturale, degli orti botanici, dei musei scientifici di interesse locale e di strutture con analoghe finalità;
  3. l’adozione delle misure necessarie per mettere i musei scientifici e gli orti botanici delle università in condizione di svolgere un’opera di divulgazione incisiva.

Attività e finanziamenti
Secondo quanto previsto dalla Legge le attività di promozione della cultura tecnico-scientifica (definita come cultura delle scienze matematiche, fisiche e naturali e come cultura delle tecniche derivate) sono finanziate mediante tre strumenti:

  • Contributi annuali per progetti di diffusione della cultura scientifica, selezionati attraverso un bando pubblico. Tale strumento sostiene progetti di piccola o media dimensione - presentati da scuole, università, musei pubblici e privati, orti botanici, osservatori astronomici e associazioni - che abbiano carattere innovativo e mirino al coinvolgimento diretto del pubblico nelle attività di divulgazione.
  • Tabellazione triennale, strumento mediante cui vengono finanziate, previa emanazione di un bando di gara per la presentazione delle domande, tutte quelle istituzioni, fondazioni, consorzi e strutture che per vocazione si occupano di diffusione della cultura scientifica.
  • Accordi di programma, ovvero contributi per accordi e intese da stipularsi, annualmente, con amministrazioni, università e enti pubblici e privati. Proprio per la loro natura, gli accordi di programma hanno una valenza maggiore - per durata, impatto ed entità del contributo – rispetto ai progetti annuali. Per questo strumento la legge non prevede esplicitamente la pubblicazione di un bando: finora le proposte sono state presentate spontaneamente dagli interessati senza particolari vincoli temporali, anche se nel 2012 il MIUR ha ritenuto opportuno, per ragioni di trasparenza, prevedere anche per questo strumento una chiamata con bando.
Dei fondi stanziati ogni anno almeno il 60% viene riservato per la tabellazione triennale e gli accordi di programma, mentre la restante parte va ai progetti annuali.

Gestione
La Legge n.6 ha previsto l’insediamento di un comitato tecnico scientifico, presieduto dal MIUR e composto da esperti nei settori della didattica, dell’editoria e della comunicazione, che svolge funzioni di consulenza e coordinamento per tutte le attività previste. In particolare il comitato esprime un parere:
  • sui soggetti aventi diritto all’inserimento in tabella ai fini dell’erogazione dei contributi di funzionamento;
  • sull’attività triennale degli enti, determinando annualmente l’importo del finanziamento;
  • sui progetti di diffusione della cultura scientifica ai quali assegnare i contributi annuali;
  • sulle proposte e sui criteri per l’individuazione delle tematiche delle iniziative di interesse comune per la stipula degli accordi di programma;
  • sul riparto dello stanziamento di legge tra i tre strumenti.
Approfondimenti
+ Decreto Ministeriale n.44/2008: contributi per il funzionamento di enti privati che svolgono ricerca

Titolo della fonte di finanziamento
Decreto Ministeriale n.44/2008: regolamento concernente regole e modalità per la concessione dei contributi per il funzionamento degli enti privati che svolgono attività di ricerca.

Contesto
Dal 2008, al fine di incentivare la ricerca d’eccellenza e la collaborazione tra strutture di natura diversa, anche gli enti privati che svolgono attività di ricerca sono legittimati a presentare domanda per beneficiare dei contributi erogati dal MIUR.

Obiettivi
Le attività di ricerca contribuiscono alla crescita delle conoscenze e al benessere del Paese: in quest’ottica i finanziamenti previsti dal Decreto Ministeriale n.44/2008 hanno l’obiettivo di favorire l’integrazione e lo sviluppo degli studi in settori considerati strategici.

Attività e finanziamenti
Il Decreto Ministeriale n.44/2008 prevede la pubblicazione di bando pubblico alla chiusura del quale viene redatta una tabella triennale con gli enti valutati positivamente, che possono quindi accedere ai finanziamenti. I fondi stanziati hanno l’obiettivo di contribuire al funzionamento di tutti quegli enti che, per finalità statutarie e senza scopi di lucro, sono impegnati nell’attività di ricerca finalizzata all’ampliamento delle conoscenze culturali, scientifiche e tecniche non connesse a specifici e immediati obiettivi industriali e/o commerciali e in attività di formazione post-universitaria.

Gestione
Per la valutazione delle domande il MIUR si avvale delle competenze di una commissione composta da cinque esperti tecnico-scientifici e nominata per ciascun triennio con apposito decreto. Sulla base delle valutazioni espresse dalla commissione il MIUR, in accordo con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, pubblica la tabella triennale con l’elenco degli enti che possono beneficiare del contributo annuale il cui ammontare (nel periodo di efficacia della tabella) è determinato in rapporto allo stanziamento complessivo previsto dalle leggi finanziarie.

Ulteriori dettagli
Gli stanziamenti annuali consentono il supporto finanziario agli enti che figurano nella tabella e che non usufruiscono di altri fondi di finanziamento istituzionale aventi le stesse finalità e natura giuridica a carico dello Stato. Il contributo è erogato in due soluzioni: 50% a titolo di anticipazione e 50% a saldo, previa dimostrazione delle spese sostenute e della positiva verifica delle relazioni tecnico-scientifiche e delle rendicontazioni.

Approfondimenti