A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Strategie e programmi

Verso un sistema di policy integrato

Nella società della conoscenza i singoli paesi sono chiamati a investire in Ricerca e Sviluppo promuovendo politiche che tengano conto del contesto socio-economico e vadano oltre le necessità e le problematiche interne. La sfida che si pone per l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione europea è quella di rafforzare la collaborazione, adottare policy condivise e coordinare le attività. L’obiettivo è usare al meglio le risorse investite evitando di duplicare gli sforzi, massimizzare i risultati e ottenere un aumento del benessere e dello sviluppo dei diversi contesti territoriali.

 

Programma Nazionale della Ricerca

Lo strumento che delinea strategie e priorità per il sistema della ricerca italiano è il Programma Nazionale della Ricerca (PNR). L’obiettivo è assicurare il coordinamento della ricerca con le altre politiche nazionali, garantendo l’allineamento del Paese alla visione strategica definita a livello europeo e favorendo le condizioni per una progressiva integrazione fra ricerca pubblica e privata. Il PNR è predisposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) mediante un’ampia consultazione che coinvolge la comunità scientifica e accademica, le forze economiche e le amministrazioni competenti, ed è approvato dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE).
Il Programma Nazionale per la Ricerca 2015-2020 si propone come una piattaforma volta a guidare la competitività industriale e lo sviluppo del Paese attraverso gli strumenti della conoscenza. Muovendo dall’analisi delle criticità e dei punti di forza del sistema della ricerca nazionale, il documento delinea 6 programmi di intervento, associati ad altrettanti macro-obiettivi e strutturati in azioni con risorse dedicate: Internazionalizzazione, Capitale umano, Infrastrutture di ricerca, Collaborazione pubblico-privato, Mezzogiorno, Efficienza e qualità della spesa. Il programma identifica poi 12 aree di specializzazione con l’obiettivo di dare priorità alle iniziative di ricerca applicata più promettenti.
12 aree di specializzazione della ricerca applicata
Per la ricerca di base – libera e creativa – non sono specificate priorità disciplinari predefinite: gli investimenti sono realizzati principalmente attraverso le azioni dedicate al capitale umano e alle infrastrutture di ricerca. La ricerca applicata e traslazionale è organizzata in 12 aree di specializzazione individuate tenendo conto anche del peso industriale dei settori produttivi associati: Aerospazio; Agrifood, Cultural Heritage; Blue growth; Chimica verde; Design, creatività e Made in Italy; Energia; Fabbrica intelligente; Mobilità sostenibile; Salute; Smart, Secure and Inclusive Communities; Tecnologie per gli Ambienti di Vita.

 

Fonti di finanziamento

Le risorse stanziate si distribuiscono sulle seguenti fonti di finanziamento nazionali:

 

Programma Operativo Nazionale

Nel nostro Paese la ricerca è finanziata anche dal Programma Operativo Nazionale (PON): strumento con cui l'Italia contribuisce allo sviluppo della Politica di coesione dell’Unione europea a favore delle proprie aree territoriali più svantaggiate. Il Programma, gestito dal MIUR, è realizzato attraverso i fondi strutturali e d’investimento dell’Unione Europea volti a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale a livello europeo, riducendo le disparità di sviluppo tra i Paesi membri.
Il PON Ricerca e Competitività 2007-2013, le cui attività sono in corso, sostiene progetti di ricerca e innovazione nelle quattro Regioni dell'Obiettivo "Convergenza": Puglia, Calabria, Sicilia, Campania.
Il nuovo PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 interessa le regioni in Transizione (TR): Abruzzo, Molise e Sardegna e le regioni in Ritardo di sviluppo (LD), Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia.

 

Linee di azione e programmi speciali

Il MIUR infine promuove alcune linee di azione e programmi speciali sulle quali l’Italia è attivamente impegnata per incentivare lo sviluppo delle attività di ricerca in settori considerati strategici e per promuovere la diffusione delle conoscenze acquisite:

 

Programmi e finanziamenti dell'Unione Europea
I principali strumenti con cui l’Unione Europa finanzia la ricerca e l’innovazione in Europa sono i Programmi Quadro, e in parte i Fondi strutturali e d’investimento e il Fondo di coesione.
Il Programma Quadro per il periodo 2014-2020 è Horizon 2020, che unifica in un unico strumento finanziario tre programmi precedenti (2007-2013) finalizzati a supportare la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico: il Settimo Programma Quadro (7PQ), il Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP) e l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT). Volto promuovere la competitività dell’Europa nel contesto globale, Horizon 2020 si articola in tre grandi “pilastri”: Scienza di eccellenza, Leadership industriale e Sfide per la società.
L’Europa ricopre un ruolo guida nel delineare le strategie di sviluppo verso cui indirizzare non solo le politiche nazionali e regionali, ma anche gli sforzi economici. L’obiettivo di azioni come la Smart Specialisation Strategy è creare azioni sinergiche e consolidare la collaborazione tra le diverse aree e i Paesi dell'Unione per favorire lo sviluppo integrato, aumentare la competitività e garantire la centralità del sistema di ricerca europeo a livello globale.