A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Vulcani e terremoti: Italia e Cina insieme per valutare il rischio dallo spazio

Vulcani e terremoti: Italia e Cina insieme per valutare il rischio dallo spazio

È stato lanciato in orbita il 2 febbraio 2018 dal deserto del Gobi, in Mongolia, il satellite CSES-China Seismo-Electromagnetic Satellite per l’osservazione della Terra. CSES è stato realizzato dall’Agenzia Spaziale Cinese con l’obiettivo di sviluppare nuovi approcci per lo studio e la previsione dei fenomeni geofisici, come i terremoti e le eruzioni vulcaniche.

Uno degli strumenti di punta del satellite è il rivelatore italiano di particelle HEPD-High Energic Particle Detector, realizzato dai ricercatori della Collaborazione LIMADOU, così chiamata in onore di Matteo Ricci, missionario italiano in Cina nel XVI secolo, il cui nome in mandarino era Li-Madou. Il rivelatore HEPD permetterà di studiare l’esistenza di possibili correlazioni, spaziali o temporali, tra il verificarsi di eventi sismici e l’osservazione di perturbazioni iono-magnetosferiche o di precipitazione anomala di particelle dalle fasce interne di Van Allen.

Il lancio di CSES – ha dichiarato Valeria Fedeli, Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca, in occasione del lancio del satellite – è il risultato di un lungo lavoro e di una collaborazione di altissimo livello tra la comunità scientifica italiana e quella cinese e che ho avuto modo di apprezzare ulteriormente nel corso della mia visita in Cina dello scorso novembre. La ricerca scientifica e tecnologica ha delle ricadute fondamentali per la società nel suo complesso. Questo è solo un primo, importante passo dell’utilizzo della scienza e della tecnologia spaziale sull’origine dell’attività sismica, una sfida importantissima per la comprensione di uno dei fenomeni più devastanti che l’umanità conosca. CSES è inoltre l’ulteriore dimostrazione che in Italia la ricerca e la tecnologia sono un’eccellenza e un patrimonio che va sostenuto costantemente sia dal punto di vista finanziario che organizzativo a tutti i livelli. Investire per la prima volta 400 milioni sui Prin e avviare un piano di assunzione per giovani ricercatrici e ricercatori, come ha fatto il governo, è il miglior modo per investire sul futuro del nostro Paese” ha concluso Valeria Fedeli.

CSES – ha affermato Piergiorgio Picozza, ricercatore dell'INFN e dell’Università di Tor Vergata e Principal Investigator del progetto LIMADOU – è una missione fortemente interdisciplinare che vede impegnate numerose istituzioni italiane di ricerca. Studierà la struttura e la dinamica dell’alta ionosfera conducendo misure a largo spettro dell’ambiente elettromagnetico, di plasma e di particelle in prossimità della Terra. In particolare, il rivelatore HEPD, attraverso osservazioni congiunte e coordinate con gli altri otto strumenti a bordo del satellite, consentirà di studiare i meccanismi che collegano i processi interni del nostro pianeta con la dinamica delle regioni di particelle cariche (chiamate fasce di Van Allen) che circonda la Terra, con l’obiettivo di individuare e sviluppare nuove tecniche per il monitoraggio sismico dallo spazio” - ha concluso Picozza.

Il lavoro ha impegnato ricercatori italiani dell’Agenzia Spaziale Italiana, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, delle Università di Bologna, Roma Tor Vergata, Trento e UniNettuno; nonché l’Istituto Nazionale di Astrofisica attraverso l’istituto INAF-IAPS e il CNR con l’IFAC. Rilevante anche il contributo di altre realtà della comunità scientifica italiana, quali l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-INGV.

Data pubblicazione 12/02/2018
Fonte ASI
Tag Aerospazio , Scienze fisiche e ingegneria