A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Verso il nuovo Sistema internazionale delle unità di misura

Verso il nuovo Sistema internazionale delle unità di misura

Il mondo in cui viviamo e operiamo è scandito da tempi e popolato da oggetti di quantità misurabile. 

Nel mondo in cui viviamo, ci aspettiamo che gli orologi di persone che si danno appuntamento in un determinato luogo a una determinata ora segnino tutti lo stesso orario. O che un chilogrammo di pane acquistato sotto casa abbia un peso equivalente a un chilogrammo di pane acquistato in qualsiasi altro posto. 

Queste aspettative sono garantite dall’esistenza del Sistema internazionale delle unità di misura, un linguaggio condiviso, adottato da gran parte dei Paesi del mondo, che assicura una base comune per il commercio, l’industria e la scienza.

L’universalità e la confrontabilità delle misure a cui oggi ci affidiamo non è, però, un dato scontato, ma il frutto di un percorso scientifico e “diplomatico” ancora in atto, avviato tra la fine del Settecento e la seconda metà dell’Ottocento in risposta all’esigenza di uniformare a livello internazionale i sistemi di misura, per favorire gli scambi di conoscenze, informazioni, merci.

Oggi questa storia si prepara ad affrontare una svolta epocale, con l’adozione del nuovo Sistema internazionale delle unità di misura. L’annuncio è stato dato in occasione dell’evento Il futuro prossimo dei pesi e delle misure, organizzato a Roma dall’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica-INRIM, l’ente pubblico che in Italia è specializzato proprio nella ricerca sulle misure. 

All’incontro, aperto dal saluto del Presidente dell’INRIM Diederik Wiersma e moderato dal giornalista scientifico Piero Bianucci, sono intervenuti diversi rappresentanti del mondo istituzionale e scientifico, a cominciare dal Vice Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti. 

Il sistema delle unità di misura è da sempre in continua evoluzione. Nel corso del tempo, per esempio, sono cambiate la tipologia e il numero delle unità di misura di base, quelle da cui tutte le altre derivano, fino ad arrivare a 7 – metro, chilogrammo, secondo, ampere, kelvin, mole, candela – riferite, rispettivamente, ad altrettante grandezze fisiche fondamentali: lunghezza, massa, tempo, intensità di corrente, temperatura termodinamica, quantità di sostanza, intensità luminosa. 

Una tappa importante, in questa storia, è rappresentata dall’abbandono del riferimento a oggetti fisici – per esempio la celebre barra di platino-iridio utilizzata come campione per il metro fino alla fine degli anni ’60 del secolo scorso – e dall’adozione di riferimenti più accurati.

In particolare, tra il 1967 e il 1982, gli scienziati hanno ridefinito 3 unità di misura di base del sistema internazionale, agganciandole a costanti fisiche: grandezze dal valore immutabile e universale. Il secondo è stato ridefinito in termini di frequenza della transizione iperfine dell’atomo di Cesio; il metro in termini di velocità della luce, la candela in termini di efficacia luminosa.

Mancavano all’appello le restanti 4 unità di misura di base, la cui ridefinizione è stata decisa proprio dalla 26esima Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure che si è riunita a Versailles dal 13 al 16 novembre 2018. Un consesso, questo, in cui l’Italia è stata rappresentata da Maria Luisa Rastello, direttore scientifico dell’INRIM. 

Il nuovo Sistema approvato a Versailles prevede la ridefinizione del chilogrammo in termini di costante di Planck, dell’ampere in termini di carica elementare, del kelvin in termini di costante di Boltzmann e della mole in termini di costante di Avogadro. Il cambiamento entrerà vigore il 20 maggio 2019, in occasione della Giornata mondiale della Metrologia, in cui si celebra proprio la scienza delle misure. 

Questa pur grande svolta scientifica avrà un impatto minimo sulle nostre vite, assicurano gli esperti. Aprirà però la strada alle nuove sfide che la metrologia si prepara ad affrontare nell’immediato futuro: rendere più solidi i sistemi di misura in settori di punta della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica come la medicina e la biologia, l’energia, l’agroalimentare e l’intelligenza artificiale, solo per fare alcuni esempi. Perché senza misure affidabili, anche la scienza vacilla. 

 

Data pubblicazione 12/12/2018
Fonte Redazione ResearchItaly
Tag Scienze fisiche e ingegneria