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Terme romane di Aquileia: UNIUD avvia la nuova campagna di scavi

Terme romane di Aquileia: UNIUD avvia la nuova campagna di scavi

Avviata a fine agosto la seconda parte della campagna di scavo archeologico diretta da Marina Rubinich, del dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine sul sito delle Grandi Terme romane di Aquileia.

La campagna prevede i primi interventi di conservazione e valorizzazione, e si svolge grazie alla concessione accordata dalla Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del ministero dei Beni e delle Attività culturali al dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, in stretta collaborazione con la locale Soprintendenza e con la funzionaria responsabile, Paola Ventura.

Durante questo nuovo intervento sulle Grandi Terme costantiniane, che con un’estensione di 25 mila metri quadrati costituiscono uno dei più vasti impianti termali pubblici dell’Italia settentrionale romana, sarà realizzato un importante intervento di restauro – finanziato dalla Fondazione Aquileia e concordato con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia – finalizzato alla conservazione e valorizzazione previste per ripristinare la pianta e la disposizione dei saloni delle Terme.

Secondo la direttrice dello scavo l’intervento contribuirà a restituire la forma della trincea dove correva il muro di separazione tra i saloni del frigidarium e del calidarium, ristabilendo il contenimento dei pavimenti a mosaico a motivi geometrici in pietra e cotto onde evitarne il degrado.

La zona di intervento è stata scelta anche in funzione della maggior fruibilità da parte del pubblico, che non dovrà neppure accedere all’intera area archeologica, in cui proseguiranno i lavori di scavo.

L’altro settore in cui si sono saranno eseguiti le attività della campagna di scavo di quest’anno si trova all’interno del muro perimetrale settentrionale e riveste un eccezionale interesse scientifico: infatti, nonostante le opere di spoliazione condotte fino alle soglie del ‘900, sono già state identificate ben tre fasi sovrapposte. Nella più antica, è riconoscibile una fontana-ninfeo monumentale, con vasche circolari e rettangolari, resti di una canalizzazione per l’approvvigionamento e lo smaltimento delle acque e un’estensione di almeno 180 metri quadrati. Lo scavo cercherà di individuare i limiti della fontana per comprendere se risale alla prima fase di costruzione delle terme o se è precedente.

Allo scavo archeologico didattico, che durerà complessivamente 5 settimane, a cui si aggiungeranno vari interventi di restauro e di sistemazione dell’area, partecipano 25 studenti tirocinanti del corso di laurea in Beni Culturali dell’Università di Udine e 2 allieve della Scuola di specializzazione interateneo in Beni archeologici.

Il presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi, e il suo direttore, Cristiano Tiussi, in stretta collaborazione con l’Università di Udine e la Soprintendenza, stanno procedendo a elaborare un progetto scientifico di valorizzazione progressiva del sito, che sarà condotto in parallelo alle indispensabili indagini di scavo, per restituire finalmente al pubblico un edificio grandioso e importante come le Grandi Terme costantiniane.

Data pubblicazione 14/09/2017
Fonte UNIUD
Tag Cultural Heritage , Scienze umanistiche e sociali
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