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Storia geologica di Roma ricostruita da gruppo ricercatori INGV e ISPRA

Storia geologica di Roma ricostruita da gruppo ricercatori INGV e ISPRA

Lo studio A review of the stratigraphy of Rome (Italy) according to evidence from geochronologically and paleomagnetically constrained aggradational successions and tephrostratigraphic data condotto da INGV e ISPRA, pubblicato su Quaternary International, ha ricostruito, utilizzando una metodologia innovativa, la storia geologica di Roma e dell’area circostante.

Il gruppo di ricercatori, composto da esperti in geocronologia, paleontologia, archeologia, vulcanologia e sismologia, ha analizzato le oscillazioni del livello del mare nel corso delle epoche glaciali, l’attività vulcanica e tettonica, la stratificazione del Tevere e dei suoi affluenti, tutti componenti che, nel tempo, hanno contribuito a determinare il panorama della città di Roma e dei suoi colli.

Il lavoro, che ripercorre la storia degli studi sulla geologia di Roma -  spiega Fabrizio Marra, ricercatore dell’INGV - intende fornire uno strumento aggiornato per la lettura e l’interpretazione della geologia di Roma, che tenga conto sia degli avanzamenti fatti nella conoscenza della stratigrafia sia dei meccanismi che hanno determinato la successione dei sedimenti, grazie a studi multidisciplinari condotti dall’INGV negli ultimi vent’anni in collaborazione con ricercatori italiani e internazionali”.

Le caratteristiche geografiche e geologiche dell’Area Romana formano un vero e proprio laboratorio naturale dove studiare fenomeni globali, come variazioni climatiche e oscillazioni marine. L’attività eruttiva dei Monti Sabatini a nordovest e dei Colli Albani a Sudest, alle porte della città, ha ulteriormente caratterizzato la storia geologica dell’area, interagendo con i processi legati al clima ed al mare.

Negli anni novanta, grazie alla cooperazione tra INGV, Università di Berkeley e il Berkeley Geochronology Center, i prodotti dell’attività vulcanica dell’area presenti nei depositi sedimentari del Tevere è stata datata col metodo degli isotopi dell’Argon, consentendo la ricostruzione delle epoche glaciali, i meccanismi che ne sono all’origine e i cicli sedimentari della regione.

Le successioni aggradazionali, di cui sono costituiti i colli di Roma, sono formate da una successione di depositi vulcanici semi-litoidi, intercalate da formazioni sedimentarie del Tevere: l'alternanza dei periodi glaciali, combinata al sollevamento vulcano-tettonico dell'area romana, ha prodotto l'erosione dei terreni e la caratteristica conformazione collinare.

È stato sviluppato il modello concettuale di successione aggradazionale – continua Marra -  per dimostrare la diretta correlazione tra la deposizione dei sedimenti del Tevere e le risalite del livello del mare durante le terminazioni glaciali, dovute al repentino scioglimento dei ghiacci che ricoprivano gran parte delle terre emerse”.

In questo modo è stato possibile rideterminare sia l’età del deposito sedimentario nel quale sono stati rinvenuti due crani di Homo Neanderthalensis di Saccopastore, sia di dimostrare che i resti rinvenuti nella Valle dell’Aniene rappresentavano la più antica evidenza della presenza dell’ominide in Italia, portando inoltre avanti gli studi sulla provenienza dei materiali vulcanici impiegati nell’edilizia dell’Antica Roma.

Da qui l’idea -  conclude il ricercatore dell’INGV - di aggiornare la cartografia geologica di Roma al fine di supportare quegli interventi di pianificazione sul territorio resi indispensabili da diversi fattori quali i cambiamenti climatici e la sempre maggiore attenzione all’impatto ambientale”.

Data pubblicazione 26/07/2017
Fonte INGV
Tag Cultural Heritage , Scienze della vita