A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Spazio a SKA, la più potente rete di radiotelescopi al mondo

Spazio a SKA, la più potente rete di radiotelescopi al mondo

Con l’annuncio di un nuovo cofinanziamento da parte dell’Unione Europea compie un nuovo passo avanti il progetto Square Kilometre Array (SKA), per la realizzazione del più grande e potente radiotelescopio al mondo. Progettata come una “collezione” di diversi telescopi, con base in due aree geografiche molto distanti, Australia occidentale e Sud Africa, l’infrastruttura di ricerca sarà realizzata a partire dal 2018. Il progetto è portato avanti da una collaborazione di 10 Paesi, a cui l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Astrofisica.

L’Unione Europea scommette, con un nuovo co-finanziamento da 5 milioni di euro, su Square Kilometre Array (SKA): il più ambizioso progetto di radiotelescopio al mondo in corso di studio. Lo stanziamento – che si aggiunge ai 150 milioni di euro attualmente investiti a livello globale nella pre-costruzione – supporterà la progettazione dettagliata dell’infrastruttura presso i due siti prescelti per la prima fase del progetto: la zona di Murchison, in Australia occidentale, e la regione Karoo in Sud Africa.

Basato su un’idea risalente ai primi anni ’90, il progetto per la costruzione dello SKA partirà nel 2018, mentre la prima raccolta dati è prevista per il 2020. Come suggerisce il nome, Square Kilometre Array muove dall’intenzione originaria di costruire non un singolo telescopio, ma una “collezione” di vari tipi di antennearray – collocate a grandi distanze tra loro, la cui superficie di raccolta complessiva raggiunga un’estensione di 1 chilometro quadrato. Il progetto – che si svolgerà in due fasi – prevede la realizzazione di uno strumento per la mappatura del cielo decine di volte più sensibile e centinaia di volte più veloce dei radiotelescopi più evoluti al momento disponibili.

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Per raggiungere questi obiettivi, Square Kilometre Array utilizzerà tecnologie informatiche estremamente avanzate volte a consentire la raccolta e l’elaborazione di una immensa quantità di informazioni. In base al progetto, SKA dovrà, infatti, essere in grado di raccogliere in un solo giorno una quantità di dati che un Ipod potrebbe impiegare 2 milioni di anni a riprodurre, e avrà una sensibilità tale da riuscire a individuare il segnale di un’ipotetica antenna radar posta su un pianeta distante decine di anni luce dalla Terra. Queste caratteristiche renderanno Square Kilometre Array abbastanza potente da captare segnali radio molto deboli, emessi da sorgenti cosmiche più di 13 miliardi di anni fa, quando cominciarono a formarsi galassie e stelle primordiali.

Attorno a un progetto così ambizioso si è costituita una solida collaborazione internazionale, composta da 10 Paesi, che vede l’Italia protagonista con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), assieme ad Australia, Canada, Cina, India, Nuova Zelanda, Sud Africa, Svezia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Data pubblicazione 02/03/2016
Fonte Redazione ResearchItaly
Organizzazioni INAF
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