A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Progetto “Sunrise”: i mari saranno le autostrade digitali del futuro

Progetto “Sunrise”: i mari saranno le autostrade digitali del futuro

Finanziato dalla Commissione Europea nel contesto del Settimo Programma Quadro (7PQ), il Progetto Sunrise, coordinato dalla professoressa Chiara Petrioli (nella foto) della Sapienza Università di Roma, ha un obiettivo ambizioso, da realizzarsi nel triennio 2013-2016: nel rispetto dell’ambiente, sfruttare con intelligenza le risorse degli Oceani, fonte di ossigeno, cibo, idrocarburi e molto altro ancora, attraverso la realizzazione di una “Internet of Underwater Things”, ossia una vera e propria rete di sensori e dispositivi distribuita nelle profondità del mare.

Ma la difficoltà di implementare in mare una rete come Internet è notevole, perché in acqua i segnali radio (sfruttati ampiamente nelle comunicazioni “wireless”) vengono facilmente assorbiti e non hanno modo di percorrere le lunghe distanze, rendendo dunque inutilizzabili tutte le tecnologie innovative che attualmente conosciamo e che popolano la nostra realtà quotidiana sulla terra ferma. Insomma, ci sarebbe da sviluppare tutta un’altra modalità di trasmissione delle informazioni in grado di sfruttare le caratteristiche peculiari dell’ambiente in cui la rete avrà un domani la sua sede.

La soluzione che hanno trovato i ricercatori è quella di utilizzare le onde sonore, proprio come fanno balene e delfini per comunicare tra loro, mettendo a punto nuovi protocolli di trasmissione e ricezione dei dati su frequenze “audio” che non vadano a disturbare gli animali che popolano i mari. Di questo in particolare si sta occupando la Sapienza, impegnata nella parte software del progetto, quella che consentirà il dialogo tra i vari dispositivi tecnologici destinati a un certo punto a gestirsi autonomamente, fronteggiando le emergenze e riferendo alle “stanze di controllo” dei paesi collegati alla rete sottomarina, forti della protezione assicurata da applicazioni ad hoc di “cybersecurity”.

L’elemento sicurezza, in questo progetto, risulta infatti fondamentale, perché “presto il mare, i laghi e i fiumi – come spiegano gli ambiziosi ricercatori del team – diventeranno immense autostrade digitali sulle quali si muoveranno e opereranno robot, droni e veicoli di ultima generazione in grado di svolgere compiti troppo estremi per l'uomo, dal monitoraggio ambientale di vulcani sottomarini e faglie nella crosta terrestre, allo sminamento, dalla salvaguardia di siti archeologici alla ricerca di giacimenti di idrocarburi, fino alla localizzazione di carichi o persone disperse.”

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La Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant'Anna di Pisa, insieme a ISME – fra i collaboratori del Consorzio –, sta a sua volta sperimentando sistemi di comunicazioni ottiche per l’ambiente marino, che potrebbero andare ad affiancare i dispositivi a onde sonore in un contesto di integrazione di tecnologie d’avanguardia. Al Consorzio partecipano inoltre il NATO STO Centre for Maritime Research and Experimentation di La Spezia, l’azienda italiana Nexse (specializzata in “system integration”), e la tedesca Evologics (specializzata nella produzione di modem acustici); inoltre danno il loro contributo al progetto anche le università di Twente (Olanda), di Porto (Portogallo) e di Buffalo a New York (USA).

Data pubblicazione 30/07/2015
Fonte Progetto Sunrise
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