A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Pianeti extrasolari: l’Italia guida la realizzazione degli strumenti SHARK su LBT

Pianeti extrasolari: l’Italia guida la realizzazione degli strumenti SHARK su LBT

Il Large Binocular Telescope-LBT, uno dei telescopi ottici più grandi e avanzati al mondo e situato in Arizona, diventerà presto un formidabile cacciatore di pianeti extrasolari. Ciò si deve ai due nuovi strumenti ottici SHARK, che saranno realizzati da un consorzio internazionale guidato dall’Italia attraverso l’Istituto Nazionale di Astrofisica-INAF.

SHARK – acronimo di System for coronagraphy with High order Adaptive optics from R to K band – sono una coppia di strumenti che opereranno nella banda visibile (SHARK-Vis) e nella banda dell’infrarosso (SHARK-Nir), con la possibilità di funzionare in parallelo, rendendo LBT il primo telescopio al mondo in grado di osservare contemporaneamente esopianeti in un intervallo così ampio dello spettro elettromagnetico.

Gli strumenti SHARK saranno operativi entro la fine del 2019 e permetteranno di osservare i sistemi planetari con una risoluzione angolare e un contrasto elevatissimi, anche grazie all’impiego della coronografia, la tecnica che blocca la luce proveniente dalla stella centrale e che consente di osservare meglio le regioni circostanti in cui si nascondo i pianeti. Inoltre, gli strumenti SHARK sfrutteranno appieno il sistema di ottica adattativa che già equipaggia il telescopio LBT, anch’esso ideato e sviluppato dall’INAF.

Con questa formidabile combinazione, potremo finalmente dare un ‘volto’ a molti esopianeti che orbitano le stelle nel nostro vicinato galattico e caratterizzare meglio le loro proprietà, anche grazie alle immagini in luce visibile prese per la prima volta nell’emisfero nord” - ha spiegato Fernando Pedichini, ricercatore dell’INAF di Roma e principal investigator di SHARK-Vis.

Ma i nuovi strumenti permetteranno anche di studiare asteroidi e corpi minori del sistema solare, oppure sorgenti luminose situate al di fuori della Via Lattea. “SHARK-Nir, sfruttando la fantastica sensibilità dell’ottica adattiva di LBT, e usato in contemporanea a SHARK-Vis e a LmirCam di Lbti, permetterà di effettuare ricerca scientifica anche in campi diversi da quelli della ricerca di pianeti” - aggiunge Jacopo Farinato, astronomo dell’INAF di Padova e principal investigator di SHARK-Nir.

Gli istituti italiani coinvolti nella costruzione di SHARK sono gli osservatori di Padova e Roma dell’INAF, responsabili dei due canali, assieme agli osservatori di Arcetri, Milano, Trieste e al Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Padova. Il telescopio LBT, inoltre, è stato concepito e realizzato interamente in Italia e il nostro Paese, attraverso l’INAF, contribuisce al 25% del costo di realizzazione del progetto e delle spese di gestione.

Data pubblicazione 22/01/2018
Fonte INAF
Tag Scienze fisiche e ingegneria