A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Operazioni subacquee rischiose? Ci pensa il robot DEXROV

Operazioni subacquee rischiose? Ci pensa il robot DEXROV

Il progetto europeo DEXROV si propone di sviluppare un robot subacqueo altamente innovativo in grado di essere controllato a distanza. Il robot potrebbe abbattere sensibilmente la pericolosità e le spese per le operazioni subacquee in mare aperto portate avanti dall’industria petrolifera o nell’ambito della ricerca archeologica. Al progetto prendono parte anche ricercatori italiani del Centro interuniversitario di ricerca di sistemi integrati per l'ambiente marino (ISME).

foto_dexrovSette diverse organizzazioni di ricerca europee riunite assieme per realizzare un robot capace di operare in ambiente subacqueo con estrema agilità, così da limitare al massimo la necessità degli interventi umani sotto la superficie marina. È questo l’obiettivo del progetto europeo DEXROV avviato nel marzo 2015, che potrebbe segnare una svolta per le industrie petrolifere e del gas, ma anche per il settore delle energie rinnovabili e per le ricerche archeologiche.

“Gli interventi subacquei sono rischiosi e costosi per i settori petroliferi e del gas in mare aperto”, spiega il coordinatore del progetto Jeremi Gancet dello Space Applications Services in Belgio. “I sub sono spesso necessari per effettuare riparazioni e manutenzioni poiché i robot attuali che operano nelle piattaforme non hanno la destrezza degli umani, e anche quando vengono utilizzati c’è bisogno di un essere umano in loco (ad esempio su una piattaforma petrolifera) o su una nave per coordinare o supervisionare le operazioni” prosegue Jeremi Gancet.

Il robot in fase di realizzazione sarà invece controllabile a distanza e la sua abilità nelle operazioni sarà resa simile a quella umana, grazie allo sviluppo di particolari pinze con tre “dita”. “Per le operazioni a terra, stiamo sviluppando dei sistemi di esoscheletri per permettere agli operatori di avere una ‘sensazione’ di ciò che il robot sta facendo, in modo che i robot subacquei possano essere azionari intuitivamente da un esperto sulla terraferma. Questi comandi possono essere poi trasmessi a un robot sottomarino che può essere distante migliaia di chilometri” afferma Jeremi Gancet.

Gianluca AntonelliGianluca AntonelliAl progetto prende parte anche l’Italia con il Centro interuniversitario di ricerca di sistemi integrati per l'ambiente marino (ISME), in particolare attraverso le Università di Cassino, Genova e del Salento. “Da un punto di vista scientifico la parola chiave del progetto è controllo robotico sotto latenza di comunicazione” spiega Gianluca Antonelli, professore associato dell’Università di Cassino e principal investigator di ISME per il progetto. “In questa prospettiva il nostro ruolo è quello di fornire autonomia al sistema robotico subacqueo sia durante la fase di crociera, ad esempio quanto il veicolo è comandato per avvicinarsi all’obiettivo, che durante l’interazione con l’ambiente” afferma Antonelli.

“Nel primo anno di progetto abbiamo progettato l’architettura principale del sistema e affrontato gli aspetti tecnici della maggior parte degli algoritmi” prosegue Antonelli. “Attualmente, da un lato stiamo testando i nostri algoritmi di controllo attraverso simulazioni numeriche, dall'altro stiamo integrando l'hardware e il software sviluppato dai vari partner al fine di facilitare i test in acqua programmati per i prossimi anni”, spiega il ricercatore italiano.

Il principale utilizzo del nuovo robot sarà rivolto al mondo petrolifero tuttavia, secondo i ricercatori, DEXROV potrebbe essere di supporto anche nelle operazioni che coinvolgono i parchi eolici marini, le centrali elettriche che producono energia dalle maree, oppure nell’ambito della ricerca sottomarina geologica e archeologica, dato che le immersioni umane sono limitate a alla profondità di 100 metri. “La dimostrazione finale è davvero impegnativa, siamo impegnati nel controllare un robot a 1300 metri di profondità nelle acque di fronte a Marsiglia con un operatore situato a Bruxelles” conclude Gianluca Antonelli.

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Data pubblicazione 23/02/2016
Fonte Redazione ResearchItaly
Tag Scienze fisiche e ingegneria
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