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Missione VITA: ecco gli esperimenti scientifici che Paolo Nespoli effettuerà nello spazio

Missione VITA: ecco gli esperimenti scientifici che Paolo Nespoli effettuerà nello spazio

Test biomedici per analizzare gli effetti sull’organismo umano di una lunga permanenza nello spazio, nuovi protocolli di allenamento fisico a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), sviluppo di tecnologie di realtà aumentata e nuove osservazioni sulla crescita delle piante in assenza di gravità. Sono questi alcuni degli esperimenti scientifici che l’astronauta italiano Paolo Nespoli compirà nello spazio nel corso della missione VITA, in programma nel maggio 2017.

Ecco i dettagli dei 13 esperimenti “made in Italy” che saranno effettuati a bordo della ISS, 9 dei quali selezionati dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI):
ARAMIS (Augmented Reality Application for Maintenance, Inventory and Stowage): finanziato e coordinato dall’ASI, prevede la sperimentazione di una tecnologia di realtà aumentata per accrescere la percezione sensoriale umana e ottimizzare il “tempo uomo” dedicato alle attività di bordo. Il test si sviluppa attraverso una innovativa app per iPad;
ARTE – Thermal Exchange: condotto da Argotec e Politecnico di Torino, si propone di testare in condizioni di microgravità dei particolari scambiatori di calore basati sull’utilizzo di quattro fluidi non tossici, con l’obiettivo di regolare la temperatura degli ambienti. Attualmente l’esperimento di trova a bordo della ISS ed è stato eseguito il 4 aprile scorso dall’astronauta Tim Kopra. Un secondo esperimento permetterebbe di ottenere un campione rappresentativo di dati raccolti;
Mini‐EUSO/UV‐Atmosphere: sotto la responsabilità dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), è un telescopio di nuova generazione per le osservazioni terrestri in banda ultravioletta. Lo strumento sarà installato all'interno della Stazione Spaziale Internazionale e osserverà la Terra dalla finestra UV trasparente del modulo russo Zvezda. Il telescopio si propone di fornire la prima mappa notturna ultravioletta della Terra con risoluzione di alcuni chilometri;
NANOROS: condotto dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), si propone di verificare le proprietà antiossidanti delle nanoparticelle di ossido di cerio nel contrastare l'insorgenza di radicali liberi in alcune colture di cellule muscolari. La sperimentazione potrà avere importanti ricadute per la cure di patologie muscolari e per la realizzazione di integratori per missioni spaziali di lunga durata;
Orthostatic Tolerance: condotto da IRCCS San Raffaele Pisana, si propone di acquisire informazioni utili allo sviluppo di contromisure basate sull’esercizio contro i problemi di salute dopo i voli spaziali come l’intolleranza ortostatica (orthostatic intolerance), che rappresenta uno dei principali e più frequenti sintomi che gli astronauti presentano dopo voli spaziale, specialmente se di lunga durata;
CORM: sotto la responsabilità dell’Università degli Studi di Firenze, ha l’obiettivo di verificare l’efficacia del Coenzima Q10 nell’inibire il danno alla retina causato dalla microgravità e dalle radiazioni cosmiche. La sperimentazione potrebbe avere importanti ricadute anche per il trattamento delle patologie retiniche, come il glaucoma e la degenerazione maculare senile;
LIDAL (Light Ion Detector for ALTEA): sotto la responsabilità dell’Università di Roma Tor Vergata e INFN, sarà condotto a bordo della ISS nel 2018 e si basa sul perfezionamento del sistema di rivelatori ALTEA per la misura della radiazione che colpisce l’astronauta a bordo della ISS e per studiare l’interazione tra radiazione cosmica e sistema nervoso centrale;
SERISM: condotto dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, si propone di verificare il ruolo degli endocannabinoidi, nuovi lipidi bioattivi prodotti dai neuroni, nelle alterazioni del metabolismo osseo al fine di identificare potenziali marcatori terapeutici nei processi degenerativi, mediante l’utilizzo di un nuovo modello di cellula staminale umana derivato dal sangue;
IN SITU Bioanalysis: sotto la responsabilità dell’Università degli di Bologna, riguarda la progettazione e realizzazione di un dispositivo analitico portatile per la misura di biomarcatori attraverso campioni di saliva. Il progetto è focalizzato sulla misura dei livelli di cortisolo come biomarcatore di stress, ma in futuro potrà essere facilmente adattato per l’analisi di altri biomarcatori di interesse medico.
MyoGravity: sotto la responsabilità dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, si propone di approfondire i meccanismi molecolari alla base dell'atrofia muscolare indotta da microgravità negli astronauti e identificare possibili contromisure per favorire la crescita e il mantenimento della massa muscolare durante i viaggi spaziali di lunga durata;
ISSpresso: realizzata da Argotec e Lavazza e già testata da Samantha Cristoforetti, è la macchinetta in grado di servire bevande calde in ambiente spaziale, tra cui il tipico caffè espresso italiano. Oltre ad allietare il soggiorno degli astronauti a bordo della ISS, questo esperimenti è volto anche a migliorare la conoscenza sul comportamento dei fluidi e delle miscele in microgravità, accrescendo potenzialmente anche il grado di innovazione tecnologica delle macchinette terrestri;
MULTI-TROP: vincitore del concorso “Youth ISS Science”, punta a verificare il ruolo dell’acqua e degli elementi nutritivi sull’orientamento della crescita delle radici delle piante in condizioni di microgravità. L’esperimento è stato ideato da un team di tre studenti del Dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli “Federico II” e di 9 ragazzi del Liceo Scientifico “Filippo Silvestri” di Portici, in provincia di Napoli;
PERSEO: condotto dall’Università degli Studi di Pavia, si basa su una giacca a forma di gilet e contenente acqua che l'astronauta potrà indossare per mitigare gli effetti nocivi della radiazione cosmica. Assieme alla giacca verrà lanciato anche un contenitore pieno d’acqua, di circa un litro di volume, che verrà poi riportato a terra per le analisi di contaminazione delle acque.

Data pubblicazione 02/12/2016
Fonte ASI
Tag Aerospazio