A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Mineralogia: dal progetto SOLSA un sistema sostenibile per l’estrazione e l’analisi di campioni

Mineralogia: dal progetto SOLSA un sistema sostenibile per l’estrazione e l’analisi di campioni

Le metodologie di indagine per i beni culturali sono applicabili in settori all’apparenza anche molto distanti, quali l’esplorazione mineraria e la caratterizzazione delle materie prime.

È quanto mostra l’esperienza di CheLab, il laboratorio dedicato ai beni culturali del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, coinvolto nel progetto europeo SOLSA – acronimo di Sonic On-Line Sampling Analysis – destinato al settore estrattivo. Qui, la necessità di acquisire in modo rapido e affidabile informazioni chimico-fisiche con misure eseguibili anche in ambiente non laboratoriale rende particolarmente interessante lo sviluppo di applicazioni basate su tecnologie innovative nate in campo accademico per altri tipi di utilizzo. 

Finanziato dal Programma per la Ricerca e l’Innovazione dell’Unione Europea, Horizon 2020 con quasi 9,8 milioni di euro, SOLSA è un progetto di durata quadriennale partito nel 2016.  Il suo obiettivo è realizzare uno strumento “esperto” per l’analisi di campioni il loco. In particolare, il progetto – della durata di 4 anni – è volto a sviluppare nuove o più avanzate tecnologie, ad alta efficienza e competitive sul piano economico, per l’esplorazione geologica sostenibile. Lo strumento al centro del progetto include: un sistema integrato per la trapanatura, ottimizzato per operare in un ambienti difficoltosi, caratterizzati dalla presenza di rocce dure e tenere, e applicabile anche ad altri tipi di suolo; uno scanner completamente automatizzato e un software per l’identificazione di fase, utilizzabili anche in altri settori. Grazie all’accesso online ai dati, il sistema garantisce il risparmio di un alto numero di “fori”, l’accuratezza del modello geologico e la valutazione economica delle riserve di minerale. 

Per la prima volta SOLSA combina – lungo le carote oggetto di analisi – sensori non distruttivi basati su fluorescenza a raggi X, diffrazione a raggi X, spettroscopia vibrazionale e imaging 3D. A  questo scopo, il progetto svilupperà un software  innovativo, comodo da usare e “intelligente, che in base alla metodologia Technology Readiness Level (TRL) utilizzata dalla Commissione Europea per valutare lo stato di maturità di una tecnologia innovativa, si colloca ai livelli 4-6 TRL. Per allineare il progetto ai bisogni industriali e garantire lo sbocco sul mercato del sistema al termine della realizzazione, il consorzio SOLSA è coordinato da un partner industriale, il gruppo francese Eramet – attivo in campo minerario e metallurgico. 

Il progetto vede la partecipazione di 10 partner, tra cui grandi gruppi, piccole e medie imprese ed esperti del mondo accademico nel campo dell’esplorazione, della gestione di database, della strumentazione e sviluppo di software, degli impianti di perforazione, dei prototipi analitici e delle strategie di marketing. Per l’Italia, oltre all’Università degli Studi di Trento, partecipa al progetto anche l’Università degli Studi di Verona.

Data pubblicazione 15/03/2017
Fonte Università di Trento
Tag Scienze fisiche e ingegneria