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Infezioni croniche: finanziato alla Statale progetto Erachron su batteri persistenti

Infezioni croniche: finanziato alla Statale progetto Erachron su batteri persistenti

Combattere le infezioni croniche attraverso nuove molecole capaci di abbattere le barriere dei “batteri persistenti” responsabili di numerosi ceppi virali e sempre più resistenti alle contromisure antibiotiche. È questo l’obiettivo principale del progetto quinquennale di ricerca dell’Università degli Studi di Milano “ERACHRON - Eradicating Chronic Infections” finanziato dall'European Research Council (ERC) con 1,5 milioni di euro.

L’assegno di ricerca grant è stato ottenuto da Sara Sattin (nella foto), giovane ricercatrice del Dipartimento di Chimica della “Statale”.

La giovane scienziata milanese è il diciottesimo Principal Investigator della Statale a meritare un finanziamento ERC. Lo ottiene in una edizione del bando che quest’anno ha messo a disposizione dei ricercatori un ammontare complessivo di 605 milioni di euro destinati a 406 progetti, e che vede per la prima volta nella storia decennale del prestigioso grant la più alta quota di ricercatrici donne premiate.

La dottoressa Sattin e il suo team di ricerca utilizzeranno il sostanzioso contributo per studiare un approccio innovativo per combattere la resistenza agli antibiotici, focalizzando il loro lavoro sui cosiddetti “batteri persistenti”, un tipo di batteri che detengono un ruolo chiave nelle infezioni croniche.

Negli ultimi anni - spiega la ricercatrice - abbiamo assistito alla preoccupante avanzata di infezioni croniche favorite anche dall'insorgenza di ceppi batterici resistenti alle terapie antibiotiche. Questo fenomeno è destinato a peggiorare ulteriormente nel prossimo futuro, rappresentando una minaccia seria per la nostra salute”.

I batteri che verranno studiati nel corso del progetto ERACHRON saranno proprio quelli che riescono a entrare in uno stato di “dormienza” - un fenomeno comune ai semi e alle piante, capaci di “addormentarsi” temporaneamente per resistere a condizioni climatiche avverse -, diventando in questo modo insensibili alle comuni terapie antibiotiche.

La “dormienza” è un vero e proprio meccanismo di sopravvivenza che, di fronte a fattori “stressanti”, come gli antibiotici nel nostro caso, induce nei batteri uno sorta di torpore, inattivandoli fino al momento dell’interruzione della somministrazione del farmaco, in cui ricominciano a proliferare. I ricercatori milanesi intendono dunque scoprire quali molecole riescono a inibire l’astuto meccanismo di difesa, per risvegliare i batteri e renderli nuovamente sensibili agli antibiotici, in modo da riuscire agevolmente a eradicare l’infezione.

Sara Sattin si è laureata a pieni voti nel 2006 in Chimica Industriale all’Università degli Studi di Milano, dove nel 2009 ha ottenuto un dottorato di ricerca in Scienze Chimiche, lavorando sotto la supervisione della Professoressa Anna Bernardi. Dopo un “post doc” presso l’Istituto di Ricerca Chimica della Catalogna, in Spagna, dal 2012 ha lavorato nel gruppo di ricerca del Prof. Ben G. Davis all’Università di Oxford, per rientrare in Italia l’anno successivo. Oggi è Assistant Professor nell’Ateneo milanese. Ha pubblicato oltre 20 studi sulle più prestigiose riviste scientifiche di settore.

Costituito nel 2012, il Dipartimento di Chimica della Statale di Milano promuove attività di ricerca scientifica in tutti i campi della chimica moderna, dalla conservazione dell’ambiente, alla chimica per l’energia, dallo sviluppo di sensori alla chimica per i beni culturali, dalla chimica teorica e computazionale alla sintesi, caratterizzazione e applicazioni di nuovi materiali. Oltre alla ricerca di base, il Dipartimento costituisce un importante punto di riferimento del territorio per la ricerca industriale e applicativa.

Data pubblicazione 28/09/2017
Fonte Università degli Studi di Milano
Tag Scienze della vita