A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Horizon Europe, la comunità italiana della ricerca e innovazione dialoga con l’Europa

Horizon Europe, la comunità italiana della ricerca e innovazione dialoga con l’Europa

Dialogare in modo aperto con gli interlocutori europei per trovare convergenze su Horizon Europe, il Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione dell’Unione Europea che, a partire dal 2021, subentrerà a Horizon 2020.  

Con questo obiettivo, la comunità italiana della ricerca e innovazione si è data appuntamento al Maxxi di Roma, in un incontro sul futuro Programma Quadro europeo organizzato in collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-MIUR e l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea-APRE.  

L’evento rientra in una serie di iniziative volte a contribuire alla definizione di Horizon Europe, dando voce alle attese e alle prospettive dei diversi “attori” nazionali. 

All’incontro, aperto dal Vice Ministro all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca Lorenzo Fioramonti, ha preso parte il nuovo Direttore Generale per la Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, Jean-Eric Paquet, rispondendo alle domande e raccogliendo le osservazioni dei diversi interlocutori italiani provenienti dal mondo accademico e industriale, dai centri di ricerca, dalla pubblica amministrazione, dalle associazioni di categoria. 

Il dialogo ha preso le mosse da una premessa: la centralità della ricerca per lo sviluppo sociale, ambientale, economico del prossimo futuro.

“Dobbiamo fare della ricerca e dell'innovazione il volano di un nuovo modello di sviluppo. Serve l'impegno di tutti: istituzioni, enti di ricerca ed enti privati”, ha sottolineato Lorenzo Fioramonti. 

Per la comunità nazionale della ricerca e dell’innovazione il Programma Quadro dell’Unione Europea rappresenta uno strumento di sostegno fondamentale. Secondo un recente studio dell’APRE, nei primi tre anni di Horizon 2020, l’Italia ha ottenuto l’8,3% del budget assegnato dall’Unione Europea, pari a circa 2,4 miliardi di euro in progetti, tra il 2014 e il 2017. 

È importante, quindi, per il nostro Paese, che Horizon Europe riesca a rispondere alle attese nazionali, assicurando una partecipazione motivata e soddisfacente al programma, nel settennio 2021-2027. 

Ma come cambierà il nuovo Programma Quadro? Rispetto all’attuale Horizon 2020 bisogna aspettarsi un’evoluzione piuttosto che una rivoluzione, annuncia Paquet. 

Nella proposta presentata dalla Commissione, per esempio, il primo pilastro manterrà sostanzialmente il suo impianto attuale, con le linee dedicate alle sovvenzioni dell’European Research Council-ERC, alle azioni Marie Skłodowska-Curie e alle infrastrutture di ricerca. Scompaiono da questo capitolo le tecnologie emergenti future-FET, per essere assorbite nel terzo pilastro. 

Il secondo pilastro viene ridisegnato secondo un’articolazione in cinque grandi poli tematici volti a “coprire” le grandi sfide globali. L’obiettivo è ottenere un maggiore impatto dei risultati di ricerca, superando le barriere disciplinari. In questo capitolo, saranno poi lanciate alcune missioni con obiettivi specifici, decise attraverso un processo di co-progettazione che coinvolgerà la Commissione, gli Stati membri, il Parlamento europeo e i portatori di interesse. 

Tra le principali novità del programma c’è il forte orientamento all’innovazione, a cui è dedicato l’intero terzo pilastro. Il nuovo European Innovation Council-EIC sosterrà, in particolare, le innovazioni creatrici di mercato e rivoluzionarie. L’importante, però, è non dimenticare l’innovazione incrementale, avvertono gli interlocutori nazionali nel sottolineare i benefici, per l’intero ecosistema produttivo, di strumenti dedicati alle piccole e medie imprese, come quello di Horizon 2020 che sembra scomparire nel futuro programma.

Se l’impostazione generale di Horizon Europe è delineata, diverse decisioni fondamentali restano ancora da prendere. A cominciare dall’ammontare del budget, continuando con la definizione delle regole di partecipazione, solo per fare due esempi. 

Aspetti fondamentali, questi, su cui la nostra comunità nazionale di ricerca e innovazione ha tutto l’interesse a sostenere il proprio punto di vista, come emerso nell’incontro che si è svolto al Maxxi. 

Data pubblicazione 12/11/2018
Fonte Redazione ResearchItaly