A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Fusione nucleare, a Pisa un progetto di ricerca per rendere sicuro il reattore ITER

Fusione nucleare, a Pisa un progetto di ricerca per rendere sicuro il reattore ITER

L’Università degli Studi di Pisa si occuperà di studiare il principale sistema di sicurezza del reattore a fusione nucleare ITER, l’infrastruttura attualmente in costruzione nel sud della Francia e frutto di un’impresa scientifica internazionale di dimensioni titaniche, che vuole dimostrare per la prima volta la possibilità di produrre energia imitando lo stesso processo naturale che alimenta il sole e le stelle.

ITER – acronimo di International Thermonuclear Experimental Reactor – è il frutto di un’ampia collaborazione internazionale che coinvolge Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, Corea, India e Unione Europea, e che vede l’importante contributo dell’Italia. Il nostro Paese, attraverso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-INFN, ha infatti il compito di sviluppare e costruire gli elementi fondamentali del reattore: gli iniettori di fasci di atomi neutri che servono a riscaldare il plasma (gas ionizzato) e innescare la reazione di fusione nucleare all’interno del reattore.

Gli studi sulla sicurezza del reattore ITER saranno condotti da Donato Aquaro, docente di Impianti nucleari al dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell’Università degli Studi di Pisa, che ha vinto un bando di ricerca internazionale. Le altissime temperature e le estreme condizioni in cui opererà ITER rendono infatti necessario escludere qualsiasi possibilità di incidenti o il raggiungimento di valori di pressione pericolosi per la stabilità della struttura.

Con un budget di 1 milione di euro, il team di ricercatori dell’Università di Pisa guidato da Aquaro si occuperà di studiare il “Vacuum Vessel Pressure Suppression System”, ossia il sistema che garantisce il mantenimento della pressione entro i limiti ammissibili all’interno della camera a vuoto, in cui avviene la reazione di fusione fra un nucleo di deuterio e uno di trizio a una temperatura di oltre 100 milioni di gradi Celsius: una reazione che simula ciò che avviene all’interno del nostro sole.

Data pubblicazione 08/08/2017
Fonte Università degli Studi di Pisa
Tag Scienze fisiche e ingegneria