A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Fisica delle astroparticelle: presentata la nuova strategia europea 2017-2026

Fisica delle astroparticelle: presentata la nuova strategia europea 2017-2026

Le priorità della ricerca europea nel campo della fisica delle astroparticelle per il prossimo decennio sono incentrate sulle ricerche nel campo della materia oscura, neutrini, raggi cosmici, raggi gamma e onde gravitazionali, con grande attenzione ad alcuni aspetti organizzativi e sociali come le collaborazioni internazionali, l’equilibrio di genere, l’apertura al pubblico e i rapporti con l’industria.

È quanto prevede la nuova strategia europea 2017-2026 sulla fisica delle astroparticelle, presentata il 9 gennaio 2018 a Bruxelles e predisposta da ApPEC, il consorzio europeo sulla fisica delle astroparticelle che ha come Presidente Antonio Masiero, professore all’Università di Padova e vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Nata dall’unione tra l’astronomia e la fisica delle particelle elementari, la fisica delle astroparticelle è un settore di ricerca relativamente recente e in rapida crescita, che in poco tempo ha permesso di raggiungere successi importanti come la scoperta delle onde gravitazionali – che ha ottenuto il premio Nobel per la Fisica 2017 – e la rivelazione di onde gravitazionali prodotte dalla collisione tra stelle di neutroni, che ha aperto la nuova era della cosiddetta astronomiamultimessaggero”, che consente di estendere il nostro modo di “vedere” e “ascoltare” l’Universo utilizzando differenti strumenti di osservazione.

La nuova roadmap europea si basa su 21 raccomandazioni che permetteranno all’Europa di sfruttare appieno le sue potenzialità per compiere potenziali importanti scoperte in questo settore. Nella roadmap, ApPEC sottolinea inoltre l’importanza di appoggiare i progetti di ricerca già approvati dal consorzio e dalla comunità, come KM3NeT, il progetto per la costruzione nel Mar Mediterraneo di una rete di rivelatori per neutrini distribuita nelle acque di Italia, Francia e Grecia; il Cherenkov Telescope Array, il più grande e potente osservatorio al mondo per raggi gamma; i futuri interferometri gravitazionali Einstein Telescope (ET), nonché l’aggiornamento delle infrastrutture di ricerca dedicate alla fisica delle astroparticelle, come i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN.

Questo è un momento eccitante per la fisica delle astroparticelle”, ha commentato Antonio Masiero. “Mai prima d’ora la nostra comprensione dei fondamenti dell’universo è stata così grande eppure, allo stesso tempo, non abbiamo mai dovuto affrontare così tante domande non risolte, come la natura della materia oscura che insieme all’energia oscura costituisce un enorme 95% del nostro universo, o qual è il meccanismo che dà massa ai neutrini, o perché la materia (e quindi noi stessi) esista. Trovare le risposte a queste domande ci dirà molto sulle origini, l'evoluzione e la struttura generale dell'universo e rimodellerà la nostra comprensione della fisica”, ha concluso Masiero.

Data pubblicazione 17/01/2018
Fonte INFN
Tag Scienze fisiche e ingegneria