A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Copernicus: così una “flotta” di satelliti studierà il Pianeta

Copernicus: così una “flotta” di satelliti studierà il Pianeta

Copernicus è un complesso sistema di osservazione della Terra lanciato dalla Commissione europea e rappresentato da un sistema di satelliti “sentinella” capaci di fornire informazioni affidabili e aggiornate su clima e ambiente. I suoi obiettivi principali sono lo sviluppo sostenibile, la gestione dei disastri naturali e la sicurezza dei cittadini

Con il lancio in orbita del satellite Sentinel-1A avvenuto nell’aprile 2014 dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana Francese, ha ufficialmente preso il via il programma di osservazione e monitoraggio della Terra Copernicus, sviluppato sin dal 1998 dall’European Space Agency (ESA) sotto il coordinamento della Commissione Europea. Precedentemente conosciuto come GMES (Global Monitoring for Environment and Security), mira a fornire all’Europa un accesso continuo e indipendente ai dati di osservazione terrestre.

copernicus_2.jpg_01Cinque diverse tipologie di satelliti, chiamati Sentinelle, compongono il sistema Copernicus. Ognuno di essi è ideato per uno specifico obiettivo: i satelliti Sentinel-1 sono studiati per ricavare dati radar interferometrici; i Sentinel-2 sono ideati per ottenere immagini multispettrali; i Sentinel-3 sono specializzati nell’osservazione terrestre e oceanografica; i Sentinel-4, di tipo geostazionario, sono destinati a monitorare le componenti atmosferiche; i Sentinel-5, a bassa orbita, monitorano la composizione chimica dell’atmosfera.

I satelliti sono ideati per fornire informazioni relative a clima, suolo, vegetazione, atmosfera e oceani, e saranno utili a supportare una vasta serie di operazioni a vantaggio della tutela dell’ambiente, dell’agricoltura, della salute, dei trasporti e la gestione delle emergenze ambientali. Grazie a questo sistema di monitoraggio integrato, Copernicus avrà evidenti ricadute sul piano sociale e su quello della sicurezza: i dati forniti dal sistema potranno infatti essere d’aiuto nel fornire supporto logistico alla gestione delle emergenze o nello sventare eventuali minacce terroristiche.

copernicus_3_400Fino al 2013, l’investimento a favore del programma Copernicus è stato di circa 2,4 miliardi di euro, dei quali il 30% forniti dalla Commissione europea (730 milioni di euro) e la restante parte dall’ESA. Tra il 2014 e il 2020, invece, sarà la stessa Commissione a coprire circa un terzo dei costi totali delle infrastrutture spaziali di Copernicus, pari a circa 3,3 miliardi di euro, mentre l’apporto ESA dovrebbe ammontare a circa 1,7 miliardi di euro. A fronte di tale investimento, il programma Copernicus avrà ricadute immediate sul piano economico e sociale: alcuni studi hanno dimostrato che Copernicus potrebbe generare, entro il 2030, circa 50 mila nuovi posti di lavoro in Europa e favorire benefici finanziari pari a circa 30 miliardi di euro.

A beneficiare del nuovo programma saranno prevalentemente il settore spaziale e quello dei servizi di diffusione di dati ambientali, ma Copernicus avrà ricadute importanti in moltissimi altri settori tra cui quello dei trasporti, dell’agricoltura e delle energie rinnovabili. La realizzazione dei satelliti “sentinella” è stata affidata alle principali aziende europee: la franco-italiana Thales Alenia Space ha il compito di realizzare i satelliti Sentinel 1 e Sentinel 3, mentre all’azienda aerospaziale europea Astrium sono affidati i Sentinel 2. Un tassello importante dell’intero programma Copernicus è inoltre rappresentato dalle stazioni terrestri – o Core Ground Segment – che avranno il compito di raccogliere l’enorme mole di dati prodotti da satelliti. Tra questi figura il Centro di Geodesia Spaziale di Matera. Sempre Matera, inoltre, è la sede l’Italian Collaborative Ground Segment, ovvero la componente italiana del sistema di terra Copernicus volta a distribuire agli utenti nazionali – come istituzioni, centri di ricerca e industrie – i dati prodotti da Sentinel-1A. 

Data pubblicazione 29/07/2014
Fonte Agenzia Spaziale Italiana
Organizzazioni ASI
Approfondimenti