A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

CNR: innovazione subacquea con “rebreathers” più sicuri

CNR: innovazione subacquea con “rebreathers” più sicuri

Uno studio internazionale a cui partecipa anche l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) si sta concentrando sul perfezionamento dei “rebreathers”, i moderni respiratori subacquei “a circuito chiuso” in cui l’ossigeno viene recuperato nell’espirato e miscelato con gas inerte per formare la miscela da respirare alle varie profondità.

Rispetto ai tradizionali respiratori a ossigeno puro, i “rebreathers” riescono a ridurre le complicazioni da decompressione, nonché l’ingombro delle attrezzature, ma non sono ancora pronti per la diffusione commerciale fuori dell’ambito militare, perché causa di numerosi incidenti a esito drammatico. I ricercatori italiani, insieme ai colleghi dell’Università della California, stanno studiando in condizioni sperimentali controllate le potenziali modificazioni emodinamiche legate a questa innovativa tecnologia di immersione.

vasca
La sperimentazione si svolge nella piscina “Y-40” di Montegrotto Terme (nella foto), unica al mondo con un “pozzo” di 40 metri, utilizzando la sofisticata strumentazione del CNR sviluppata nell’ambito delle attività dell’IFC, impegnato da dieci anni con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa nelle ricerche di medicina “prenosologica”, disciplina derivante dalla medicina aerospaziale che studia la vulnerabilità individuale alle malattie.

Data pubblicazione 09/03/2016
Fonte CNR
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Tag Scienze della vita
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