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Centauro, il robot europeo per le emergenze e i disastri naturali

Centauro, il robot europeo per le emergenze e i disastri naturali

L’incidente nucleare di Fukushima, in Giappone, ha mostrato tutti i limiti dei robot attuali nell’operare in condizioni estreme e nel portare avanti compiti normalmente eseguiti dall’uomo. Per superare tali limiti, la Commissione Europea ha finanziato con 4 milioni di euro il progetto Centauro, che consiste in un robot comandato a distanza e specializzato nell’operare in casi di emergenze e di disastri naturali.

Dotato di quattro gambe e di un torso simile a quello umano, il robot Centauro può spostarsi con agilità su terreni sconnessi e all’interno di edifici, con la possibilità di salire o scendere le scale. Soprattutto, attraverso un sistema di due esoscheletri indossabili sulle braccia di un operatore e capaci di fornire feedback tattili, Centauro può essere comandato anche a distanza per svolgere attività manuali.

È in grado di svolgere attività di manipolazione anche molto complesse, come aprire o chiudere una valvola o utilizzare un trapano” spiega a ResearchItaly Antonio Frisoli, docente di robotica all’Istituto TeCIP-Istituto di Tecnologie della Comunicazione dell'Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, responsabile scientifico del progetto Centauro.

L’Ateneo pisano è infatti responsabile della realizzazione della stazione remota di telepresenza, che permette di manovrare il robot a distanza e che consente all’operatore di percepire tutte le sensazioni tattili provate dal robot sul campo. Attraverso sofisticati sistema di controllo per la “teleoperazione” e sistemi di simulazione dello scenario, il robot è anche in grado di operare in maniera efficiente in caso di perdita di comunicazione o di ritardo nella linea.

Il progetto Centauro, finanziato nell’ambito di Horizon 2020, è coordinato dall’Università di Bonn e vede anche la partecipazione dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che si è occupato dell’deazione e realizzazione del robot, e di altri partner europei, tra cui il Royal Institute of Technology e la Linköping University svedesi; e la RWTH Aachen University, ProgenoX GmbH, Kerntechnische Hilfsdienst GmbH tedeschi.

 

Data pubblicazione 20/07/2018
Fonte Scuola Superiore Sant’Anna
Tag Scienze fisiche e ingegneria , Smart Communities , Tecnologie per gli Ambienti di Vita
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