A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Blockchain, presentato al MIUR il progetto per il riconoscimento dei titoli dei rifugiati

Blockchain, presentato al MIUR il progetto per il riconoscimento dei titoli dei rifugiati

La tecnologia blockchain viene messa al servizio delle persone, grazie a un innovativo progetto per il riconoscimento dei titoli di studio dei rifugiati, promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-MIUR. 

L’iniziativa è stata presentata dal Vice Ministro Lorenzo Fioramonti in una conferenza stampa che si è svolta a Roma, presso la sede del MIUR. 

Alla conferenza sono intervenuti anche il direttore del Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche-CIMEA, Luca Lantero, e l’esperto di trasformazione strategica digitale dell’AgID-Agenzia per l'Italia digitale, Pietro Marchionni.

“L’Italia è uno dei Paesi leader nella sperimentazione dello European Qualifications Passport for Refugees e con l’avvio dell’utilizzo della tecnologia blockchain fa un ulteriore passo avanti in tema di valutazione e riconoscimento delle qualifiche in possesso dei rifugiati” ha sottolineato Fioramonti. 

Realizzato dal CIMEA con il supporto di AgID, il progetto offre ai cittadini, e in particolare ai rifugiati, la possibilità di ricostruire il proprio percorso formativo e vedere riconosciute le proprie competenze in Italia e negli altri Paesi aderenti alla rete. 

“È una possibilità importante per chi viene in Italia da rifugiato, considerato che spesso queste persone hanno competenze significative” , ha commentato il Vice Ministro. 

L’incontro è stato anche l’occasione per riflettere sull’importanza dello sviluppo e dell’implementazione della tecnologia blockchain per il riconoscimento dei titoli di tutti gli studenti.

Tra gli strumenti presentati nel corso dell’evento spicca il servizio diplome, attraverso il quale CIMEA ha sviluppato un “portafoglio” personale, in cui ciascun possessore di titoli può caricare le proprie qualifiche. Il tutto con l’obiettivo di rendere più semplice a studenti, laureati o professionisti l’immatricolazione presso un’università estera o l’accesso al mercato del lavoro in un altro Paese.

Tra i principali vantaggi della tecnologia utilizzata ci sono la sicurezza e il rispetto della privacy dei dati, ma anche la minimizzazione delle frodi. I dati salvati su blockchain sono infatti immutabili e non alterabili, il che consente in ogni momento la verificabilità diretta dell’autenticità del titolo.   

Data pubblicazione 09/10/2018
Fonte MIUR
Approfondimenti