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Astrofisica: in arrivo EST, il più grande telescopio solare in Europa

Astrofisica: in arrivo EST, il più grande telescopio solare in Europa

Osservare il Sole come mai fatto prima sarà possibile grazie a EST: Il Telescopio Solare Europeo, il più grande dedicato allo studio del Sole, che verrà costruito nelle Isole Canarie (Spagna). Il progetto EST è stato presentato in anteprima europea il 5 ottobre 2017 a Roma, nella prestigiosa sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei

EST è un telescopio di nuova generazione con uno specchio primario di 4 metri progettato per lo studio del Sole con una risoluzione spaziale mai raggiunta prima. Dotato di avanzati strumenti di piano focale che operano simultaneamente a varie bande spettrali, EST permetterà di investigare i processi di fisica fondamentale e accoppiamento plasma-campo magnetico che si verificano nell’atmosfera del Sole. La conoscenza di tali processi ha ricadute scientifiche, applicative e tecnologiche senza pari in astrofisica. Si tratta del più grande telescopio solare europeo ed uno dei più grandi al mondo.

Inserito nel 2016 nella road map di ESFRI, il Forum Strategico Europeo per le Infrastrutture di Ricerca di importanza strategica, il progetto EST-European Solar Telescope, vede coinvolte 21 istituzioni scientifiche ed industriali di 15 Paesi europei, inclusa l’Italia, e circa 500 ricercatori europei, ed è stato finora finanziato dalla Commissione Europea attraverso progetti dei programmi FP7 e H2020, per un totale di più di 16 milioni di Euro.

Il Sole costituisce un modello fondamentale per la comprensione dell’Universo e della fisica dello spazio, dello Space Weather e delle connessioni Sole-Terra. EST permetterà di studiare la struttura, i processi dinamici e il trasporto di energia nelle regioni più interne dell’atmosfera solare, dove l’interazione continua dei campi magnetici con il plasma della stella, talvolta genera potenti esplosioni nelle quali si liberano enormi quantità di energia magnetica.

Per avanzare la comprensione di questi fenomeni, sono oggi necessarie osservazioni alle scale intrinseche ai quali essi si verificano, inferiori a 30 km sulla superficie del Sole. Per effettuare queste osservazioni, EST avrà uno specchio primario di 4 metri, ottica adattiva avanzata, strumenti innovativi per misure spettro-polarimetriche ad alta precisione e a varie bande spettrali. Sarà così possibile osservare l’atmosfera solare con un livello di dettaglio mai raggiunto finora. Questo permetterà di avanzare la nostra conoscenza dei processi di fisica del plasma all’origine dell’attività magnetica della nostra stella e della sua variabilità e che riguardano la struttura e l’evoluzione dei campi magnetici e delle macchie solari, l’emissione delle regioni magnetiche sulla superficie solare, la dinamica e il riscaldamento della cromosfera, l’innesco dei brillamenti solari, l’accoppiamento magnetico dell’atmosfera solare.

Per l’Italia partecipano al progetto l’Istituto Nazionale di Astrofisica – INAF, l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, l’Università della Calabria e l’Università degli Studi di CataniaLa prima luce di EST è prevista nel 2026.

Data pubblicazione 09/10/2017
Fonte Redazione Researchitaly
Tag Aerospazio , Scienze fisiche e ingegneria
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