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Astrofisica, dall’INAF un progetto per osservare il Sole con radiotelescopi italiani

Astrofisica, dall’INAF un progetto per osservare il Sole con radiotelescopi italiani

Da un’idea del ricercatore Alberto Pellizzoni, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica-INAF, è partito un progetto sperimentale finalizzato all’osservazione del Sole con radiotelescopi italiani.

La ricerca coinvolge un gruppo di studiosi dell’INAF e dell’Agenzia Spaziale Italiana-ASI

L’obiettivo del progetto è quello di studiare più dettagliatamente i processi chimico-fisici che avvengono nella nostra stella, e acquisire ulteriori informazioni sul cosiddetto “tempo meteorologico dello spazio”: un insieme di fenomeni in grado di influire anche sulla Terra e di danneggiare i nostri sistemi di comunicazione. 

Pur esistendo telescopi specificamente dedicati all’osservazione solare, Pellizzoni ha proposto di sperimentare la capacità degli strumenti radio più avanzati di cui dispone l’INAF, per “scattare immagini” del sole. Un’attività complessa, questa, che ha richiesto accurate indagini preliminari, volte a valutare ed evitare i rischi di surriscaldamento delle strumentazioni e di saturazione della banda dei ricevitori, connessi all’enorme quantità di segnale elettromagnetico generato dalla nostra stella. 

Il primo studio di fattibilità è stato condotto da Pellizzoni presso l’INAF di Cagliari e la Stazione radioastronomica di Medicina, in provincia di Bologna. “Ottenuto il semaforo verde da tali valutazioni e test preliminari, abbiamo avviato a Medicina dei test di fattibilità che hanno dato esito positivo. È così partito un programma tecnico-scientifico sperimentale di osservazione del Sole A 24 GHz attualmente in corso in queste settimane proprio a Medicina”, ha raccontato Pellizzoni a Media INAF. 

Nel frattempo, il radiotelescopio di Medicina ha già catturato immagini dell’atmosfera solare che mostrano i segni di un brillamento, i cui effetti si sono fatti sentire sul nostro pianeta nei giorni successivi alla scatto. Ma l’attività dei ricercatori non si ferma qui.

“La parabola di Medicina consentirà di monitorare piuttosto frequentemente l’attività solare per studiare che relazione esiste tra ciò che si osserva nella banda radio e lo svilupparsi di fenomeni nella fotosfera e cromosfera della nostra stella. La speranza è di riscontrare qualche precursore che sia interessante anche per le previsioni del tempo spaziali”, ha illustrato una delle principali promotrici del progetto, Simona Righini, ricercatrice all’INAF di Bologna. 

Test analoghi per la validazione e la fattibilità di osservazioni solari sono in esecuzione anche presso il Sardinia Radio Telescope, l’enorme antenna dell’INAF con sede in provincia di Cagliari. Il prossimo obiettivo è di far lavorare in sinergia più radiotelescopi per il monitoraggio dell’attività solare. 

Data pubblicazione 09/04/2018
Fonte Istituto Nazionale di Astrofisica
Tag Scienze fisiche e ingegneria