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Aria: nel Sulcis-Iglesiente il progetto per produzione di isotopi stabili

Aria: nel Sulcis-Iglesiente il progetto per produzione di isotopi stabili

Separare l’aria nei suoi componenti fondamentali, in modo da ottenere elementi utili per una vasta gamma di applicazioni: dalla ricerca in fisica fondamentale alla medicina.

È questo l’ambizioso compito di Aria: innovativo progetto a servizio della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico recentemente inaugurato in Sardegna, nella miniera di Monte Sinni, nel Sulcis-Iglesiente. 

Il progetto – che prevede la realizzazione di una torre di distillazione criogenica per la produzione di isotopi stabili di altissima purezza – è promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-INFN assieme alla Princeton University, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Carbosulcis, società partecipata della Regione Sardegna che gestisce l’impianto minerario. 

L’impianto sardo sarà il primo di questo tipo in Europa, e il primo al mondo realizzato con una tecnologia innovativa che potrebbe permettere il raggiungimento di prestazioni mai ottenute in precedenza. 

Aria nasce dall’esigenza, maturata nella ricerca in fisica di base, di avere a disposizione grandi quantità di argon, attualmente ricavato solo da pozzi di gas del Colorado, negli Stati Uniti. L’impiego di questo elemento si rivela fondamentale, in particolare, nella caccia alla materia oscura, come accade per esempio in DarkSide: avanzato rivelatore basato su argon ultrapuro, situato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN. 

“Il progetto Aria è cruciale per la strategia di ricerca della materia oscura della Collaborazione DarkSide, e siamo entusiasti che il Sulcis-Iglesiente giochi un ruolo di primo piano in questo ambizioso progetto scientifico di assoluta rilevanza internazionale”, ha commentato Cristian Galbiati, ricercatore ai Laboratori INFN del Gran Sasso, professore alla Princeton University e al GSSI Gran Sasso Science Institute, e coordinatore del progetto DarkSide.

Oltre alla produzione di argon, l’impianto consentirà di condurre studi pilota per la produzione di isotopi del germanio, del selenio e dello xenon, impiegabili in programmi di ricerca sul neutrino svolti sempre ai Laboratori INFN del Gran Sasso. 

Qui sarà inoltre avviata e sviluppata la nuova tecnologia per la successiva produzione su larga scala di una serie di isotopi stabili di interesse commerciale, come il carbonio-13, l’azoto-15 e l’ossigeno-18, con ricadute in diversi settori strategici. 

Date le molteplici applicazioni degli isotopi stabili che l’impianto produrrà, lo spin-off di questa tecnologia, la distillazione criogenica, permetterà uno sviluppo industriale del sito minerario con un impatto importante sulle imprese del territorio e sui centri di ricerca della Regione Sardegna, a partire dalle Università, e i settori che ne trarrebbero beneficio vanno dalla diagnostica medica, con particolare riferimento allo screening avanzato di diverse patologie, all’energia pulita, dall’eco-sostenibilità, all’agricoltura”, ha spiegato Speranza Falciano, vicepresidente dell’INFN che segue i progetti di trasferimento tecnologico.

Data pubblicazione 15/10/2018
Fonte INFN
Tag Scienze fisiche e ingegneria