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Ambiente, obiettivo plastica zero con il progetto eCircular guidato da Unibo

Ambiente, obiettivo plastica zero con il progetto eCircular guidato da Unibo

Ottimizzare il ciclo di vita dei prodotti plastici, riducendo la produzione di rifiuti grazie alle tecnologie digitali è l’obiettivo del progetto eCircular, guidato dall’Università di Bologna.

Finanziato con oltre 6 milioni di euro, il programma è sostenuto da Climate-KIC, la comunità europea che connette istituzioni, università e aziende al fine di rispondere, attraverso la conoscenza e l’innovazione, alla sfida sui cambiamenti climatici e la creazione di società a basse emissioni di carbonio. 

Il progetto si propone di contribuire a ridurre l’inquinamento da plastica: un problema di vasta portata se si guarda ai numeri. Nel nostro continente, per esempio, solo nel 2015 sono state prodotte 49 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui il 40% costituito da plastica per imballaggi. Di questi rifiuti, meno del 40% viene riciclato, mentre più del 30% finisce all’inceneritore e il resto va in discarica.

Il tutto con un costo notevole, stimato attorno a 105 miliardi di euro all’anno a livello europeo. Per invertire questa tendenza, il progetto coordinato dall’Università di Bologna punta sulle tecnologie digitali: strumenti utili a migliorare la trasparenza del mercato, ridurre la frammentazione di norme e conoscenze, aumentando l’efficacia di processi come il riutilizzo o la rifabbricazione.

“Il traguardo è la decarbonizzazione dei processi economici, per una società prospera, equa e sostenibile”, ha illustrato Alberto Bellini, coordinatore del progetto e docente al Dipartimento di Ingegneria dell'Energia Elettrica e dell'Informazione dell’Università di Bologna. “Punto di forza sarà l’uso delle tecnologie digitali: si tratta, infatti di un progetto di respiro internazionale e interdisciplinare che intercetta tanto le scienze sociali, con un focus sulla circular economy, che le scienze tecniche, tecnologiche”. 

In particolare, eCircular si intende avviare progetti pilota per il manifatturiero “intelligente”, l’eco-design avanzato, i modelli di business e modelli alternativi di consumo, in vista di nuovi standard di processo.

Sotto il coordinamento dell’ateneo bolognese, partecipano al progetto il Wuppertal Institute tedesco, la Lund University svedese, l’austriaca Montanuniversitaet Leoben e l’olandese Ecomatters. Partner, questi, a cui si aggiungono Veolia, colosso francese dei servizi pubblici; Remondis, azienda tedesca di servizi ambientali; GS1, l'ente italiano autorizzato al rilascio dei Codici a Barre; l’azienda Dedagroup, per l’innovazione digitale; il Gruppo CAVIRO, azienda vitivinicola; il network di aziende Plastics Recycling Europe; l’Istituto Nazionale per la Ricerca Agronomica Francese - INRA. 

Data pubblicazione 01/08/2018
Fonte Università d Bologna
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