A cura di MIUR - Direzione Generale per il coordinamento la promozione e la valorizzazione della ricerca

Verso il 9° Programma Quadro, al via la discussione a livello nazionale

Verso il 9° Programma Quadro, al via la discussione a livello nazionale

Sono partiti i preparativi per la transizione da Horizon 2020 – l’attuale Programma europeo per la ricerca e l’innovazione, relativo al periodo 2014-2020 – al suo successore, il 9° Programma Quadro-FP9.

I principi e i criteri generali alla base del Programma che, a partire dal 2021, finanzierà in Europa la ricerca e l’innovazione, sono stati recentemente pubblicati nelle Conclusioni del Consiglio Europeo From the Interim Evaluation of Horizon 2020 towards the ninth Framework Programme. I prossimi mesi saranno cruciali nel definire la portata – in particolare la dotazione finanziaria – e i dettagli del nuovo strumento. 

Per stimolare la partecipazione nazionale a questo processo, si è svolto a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche-CNR, l’incontro Verso il 9° Programma Quadro di Ricerca e Innovazione - FP9. L’Italia e la sfida europea. L’evento è stato organizzato dall’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea-APRE e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-MIUR, in collaborazione con il CNR

I diversi tavoli di discussione hanno messo in dialogo i punti di vista di rappresentanti istituzionali, esponenti degli enti pubblici di ricerca, esperti di politiche della ricerca e dell’innovazione. Gli intervenuti hanno indicato criticità e punti di forza della partecipazione italiana ai programmi quadro, segnalato discontinuità e opportunità dischiuse dal nuovo strumento finanziario, dibattuto sui modi in cui contribuire all’elaborazione di FP9. 

La discussione ha preso le mosse da alcuni orientamenti-chiave che saranno al centro del nuovo Programma, richiamati da Kurt Vandenberghe, Direttore Policy Development and Coordination, DG Ricerca e Innovazione della Commissione europea. In particolare, FP9 sarà caratterizzato da: 

  • Continuità ed evoluzione rispetto a Horizon 2020. Il nuovo Programma, come il predecessore, manterrà una struttura fondata su 3 pilastri. 
  • Focalizzazione sull’impatto delle proposte finanziate. In quest’ottica diventerà rilevante valutare le ricadute attese degli investimenti, in termini di crescita. 
  • Un approccio centrato su “missioni”, obiettivi specifici riconoscibili dall’opinione pubblica, che l’Europa possa lanciare e supportare. 
  • Apertura, ossia capacità del programma di rompere le barriere tra scienza e società, tra diversi settori, tra l’Europa e il mondo. 
  • Migliore armonizzazione degli strumenti, mediante una più chiara sinergia tra fondi e regolamenti regionali, europei e nazionali 
  • Coinvolgimento dei cittadini, da realizzare attraverso un dialogo più stretto e duraturo con la società civile e gli stakeholder.

Nel corso del dibattito sono stati toccati molti temi, tra cui la capacità di governance, il rapporto tra la ricerca e l’innovazione – in particolare quella “distruttiva”, capace di rivoluzione i mercati – i modi in cui razionalizzare gli interventi, gli strumenti finanziari da mettere in campo, le modalità per massimizzare l’impatto del programma. 

Molte le convergenze tra i diversi interventi, come ha sottolineato alla fine dell’evento Alessandro Damiani, presidente APRE. 

A cominciare dal riconoscimento della centralità dei ricercatori, veri protagonisti della conoscenza. Su questo aspetto, per esempio, si sono soffermati, in momenti diversi della giornata, Luigi Nicolais – Coordinatore della Segreteria Tecnica per le Politiche della Ricerca del MIUR – e Fulvio Esposito – della Segreteria Tecnica per le Politiche della Ricerca, MIUR – il quale, in coda all’evento, ha presentato in modo articolato diversi punti di una visione italiana sul nuovo Programma quadro, da portare in Europa.

Data pubblicazione 13/12/2017
Fonte Redazione ResearchItaly